Maturità 2017, verificare capacità critiche e di sintesi. Lettera

di redazione
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Carissimo direttore, mercoledì 21 giugno per gli studenti e le studentesse dell’ultimo anno di scuola superiore inizieranno gli esami di stato, la formula è la solita con le contraddizioni che questi anni hanno sempre più evidenziato, prova scritta di italiano, seconda prova di indirizzo, quindi lunedì 26 giugno la terza prova e dopo le correzioni degli scritti via con il colloquio dove all’inizio vi sarà un argomento proposto dal candidato, la famosa tesina, a seguire le domande degli insegnanti e la correzione degli scritti.

Un esame che ha dentro tutto e il contrario di tutto, che da una parte chiede capacità di sintesi e dall’altra di saper analizzare i contenuti di ogni disciplina, un esame impossibile da affrontare, ma in questi anni studenti e insegnanti hanno dimostrato di saper affrontare anche l’impossibile e di farlo diventare possibile. In attesa che l’esame venga cambiato e non è detto che sarà in meglio è importante al posto di terrorizzare i candidati di quest’anno far vedere a loro come lo si possa affrontare al meglio.

Per questo vale un suggerimento, fondamentale sia per insegnanti sia per studenti e studentesse: l’esame non è mettere a prova le capacità di analisi, queste sono già state ampiamente verificate ed è assurdo ritornarvi, è come chiedere ad un bambino che sa camminare di imparare a camminare; l’esame ha un solo scopo, quello di verificare le capacità di sintesi, di andare a vedere come uno studente sappia usare ciò che ha appreso rendendolo conoscenza, ovvero scoprendone il rapporto con sè.

Per questo gli insegnanti dovranno presentarsi all’esame non per sentirsi ripetere ciò che loro già sanno, ma per scoprire ciò che non sanno, come uno studente o una studentessa sappia affrontare criticamente un contenuto di studio e come sappia essere geniale e creativo. Così un insegnante si gusterà l’esame, perchè vi andrà curioso di scoprire l’umanità di ogni candidato.

Gli studenti e le studentesse dovranno prepararsi all’esame sviluppando le loro capacità critiche e di sintesi. Non dovranno preoccuparsi di ripassare tutto, dovranno in modo più efficace individuare e possedere ciò che è importante, e sottoporlo alla critica e alla rielaborazione personale.

Questo è l’esame di stato, una occasione per mettere alla prova le capacità di sintesi, il dramma è che la scuola non lo ha mai insegnato, così i malcapitati studenti e studentesse devono inventarsele, e lo sapranno fare al meglio.

In conclusione un esame che porta dentro le contraddizioni di una scuola che non sa dove andare, e il cui punto di forza sono le persone: sono insegnanti, studenti e studentesse che possono dar senso a questo esame, che possono prenderlo per le corna e farlo diventare quello che è, una verifica della capacità di rielaborare ciò che si studia.

Occorre che insegnanti, studenti e studentesse cooperino per verificare le conoscenze: lascino fuori dalla porta le nozioni e dialoghino su ciò che interessa.

Gianni Mereghetti
insegnante

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