Maturità: uno studente su 5 spera di trovare le tracce del tema on line

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Skuola.net ha effettuato un sondaggio su un campione di circa 2.500 studenti del quinto anno sulle credenze e le bufale che circolano intorno agli esami.

Skuola.net ha effettuato un sondaggio su un campione di circa 2.500 studenti del quinto anno sulle credenze e le bufale che circolano intorno agli esami.

Uno su 5 crede di poter trovare su internet le tracce delle prove d’esame prima che il Ministero dia il via all’esame di Maturità, ma finora non è mai successo: se fosse accaduto, infatti, si doveva annullare l’esame e ripeterlo.  

Uno studente su 4 è convinto che il Miur preveda di cambiare all’ultimo momento gli argomenti degli scritti proprio nel caso che il “toto tracce Maturità 2015” del web si avvicini troppo alla realtà, non può essere possibile, perché le tracce maturità vengono preparate mesi prima e scelte almeno un mese prima dell’esame

Il 22% dei maturandi crede che la Polizia controllerà il traffico telefonico del cellulare di ogni esaminando, affinché non arrivino loro strategici suggerimenti, ma il controllo della rete non avverrà su questa scala. Ben il 45%, poi, teme di poter essere letteralmente “perquisito” dai prof di commissione e circa il 18% crede che la scuola sarà “schermata” per impedire ai cellulari di connettersi ad internet. Non meno rilevante il dato di quel 10% dei maturandi che, invece, si aspettano di trovare in dotazione dei commissari d’esame strani dispositivi di rilevamento magnetico contro i telefonini. Tutte queste informazioni sono, quando non del tutto errate, decisamente esagerate.

Un maturando su 10 infatti ha paura di cadere sull'italiano e fa bene: il 38%, infatti, scrive "qual'è", il 27% scambia l'accento con l'apostrofo quando si tratta di abbreviare "un poco".Ecco perché skuola.net lancia online un Vademecum per aiutare gli studenti a evitare questi errori comuni, che verrà poi distribuito domani di fronte alle più importanti scuole di Roma e Milano. Sono lacune che possono valere un'insufficienza alla prova:se circa il 45% degli intervistati, infatti, cade sulla corretta grafia di "qualcun altro", aggiungendo un apostrofo che non ci vuole, grossi problemi si verificano anche con la particella "ci".Altri errori comuni sono: "c'è ne sono", "pultroppo","a me mi piace", "tre ore fà".

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