Maturandi trascorrono le meritate vacanze estive a correggere gli appunti di un anno per condividerli con i futuri studenti. Le eccellenze di Afragola

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Dopo il diploma hanno usato buona parte delle proprie vacanze estive per mettere insieme appunti preziosi da consegnare ai futuri studenti che frequenteranno le classi quinte il prossimo anno scolastico. L’iniziativa dal grande sapore di solidarietà, vede come protagonisti alcuni studenti dell’Istituto Superiore “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Afragola, in provincia di Napoli.

A giugno hanno superato brillantemente l’esame di Stato dopo un anno scolastico vissuto, a sentir loro, con entusiasmo e voglia di crescere e di conoscere. Si sono iscritti quasi tutti a Ingegneria Informatica, qualcuno è stato pure assunto in aziende del settore, e come riconoscenza verso la scuola e verso un loro professore, il vero motore di tanto entusiasmo, si sono messi al servizio della comunità scolastica. Un esempio di altruismo e di maturità che fa bene al cuore. “Abbiamo voluto lasciare un segno del nostro passaggio – ci spiega la studentessa Victoria Scarpato – e anche desiderato aiutare i ragazzi che sarebbero venuti dopo di noi dicendo loro che nulla è impossibile se ci si mette l’impegno. Questo perché l’esame di Stato è visto come un colosso insuperabile e allora con i nostri appunti diamo un aiuto in più perché lo affrontino al meglio.”

Come detto, l’anima dell’iniziativa è un docente, un giovane professore, passato di ruolo due anni orsono. Aveva lasciato il lavoro presso un’azienda privata per scelta. Per amore verso la scuola e si era avvicinato all’insegnamento. Avevamo raccontato la sua storia in un’intervista, tempo fa. Un’intervista che come spesso succede aveva purtroppo attirato non solo plausi ma anche cattiverie e volgarità verso il docente il quale secondo i soliti critici avrebbe lasciato il lavoro privato per la scuola perché a scuola c’è il posto sicuro, si lavorerebbe meno e con uno stipendio stabile. E invece nel giro di pochi mesi l’insegnante in questione, Giovanni Fioccola, docente di Informatica e TPS, Tecnologie e Progettazione di Sistemi Informatici e di Telecomunicazioni, 39 anni, una laurea in Ingegneria delle telecomunicazioni conseguita all’Università Federico II di Napoli e dieci pubblicazioni su riviste scientifiche internazionali, una vita dedicata a studio, ricerca e sviluppo – e che si era detto animato da un grande entusiasmo nel volere restituire il tesoro di una sterminata competenza nel settore ai giovani del suo territorio – ha rivoluzionato la scuola dov’è stato assunto, portando nelle proprie classi e anche nelle altre una ventata di entusiasmo, di competenze, di amore per la conoscenza che hanno fatto presa sugli studenti in maniera straordinaria. In precedenza non aveva mai lavorato per la scuola, “in quanto – ci aveva detto – ho lavorato per dodici anni come project manager per diverse aziende tra cui Poste Italiane, Sky Italia, Netcom e sono un dottore di ricerca in ingegneria informatica. Ora sono il vostro prof e questo è il mio primo giorno di lezione”. Per Giovanni Fioccola iniziava proprio cosi, il 1 settembre 2021, senza un giorno di supplenza e dopo una lunga e straordinaria carriera nel settore privato, la sua professione da insegnante. Di ruolo. Da un giorno”.

Sentendo parlare gli studenti – ora – del loro professore, “arrivato qui lo scorso anno – si compiacciono – ma meglio tardi che mai”, si trova la conferma che molto spesso sono gli insegnanti a fare la differenza: non servono soldi in eccesso, o innovazioni avveniristiche, servono piuttosto insegnanti preparati e motivati, come lo sono certamente in maggioranza gli insegnanti italiani delle scuole di ogni ordine e grado. Sorride ancora entusiasta Ilaria Arnone, 19, della classe 5D Informatica e Telecomunicazioni, iscritta da pochi giorni a Ingegneria informatica alla Federico II di Napoli: “Noi tornavamo a casa ogni giorno con conoscenze in più – rammenta con gioia plateale – e con tanta voglia di scoprire questo mondo, non vedevamo l’ora che arrivasse un nuovo giorno per poter continuare sull’argomento lasciato il giorno prima”. Una passione per l’insegnamento che si è coniugata con la solidarietà in un progetto in cui il professore ha saputo coinvolgere buona parte dei propri alunni delle sue classi quinte

Fioccola ci riassume così il senso dell’iniziativa: “Eravamo quattro amici al bar, che volevano cambiare il mondo … recitava una famosa canzone di Gino Paoli. È proprio quanto accaduto ad alcuni studenti della mia scuola. Dopo aver superato brillantemente l’esame di Stato a conclusione del secondo ciclo di istruzione, Ilaria Arnone, Santo Credendino, Falco Leonardo (sezione D), Victoria Scarpato e Alessandro Bulyakhovska (sezione E), prendendo spunto da una mia proposta, decidono di rinunciare a gran parte delle loro meritate vacanze per aiutare i maturandi del futuro. È proprio così che gli studenti succitati danno origine ad appunti estremamente dettagliati di materie squisitamente tecniche e complesse, quali Informatica e TPS, Tecnologie e Progettazione di Sistemi Informatici e di Telecomunicazioni”. Non avranno di sicuro “cambiato il mondo, come chiedeva il nostro Gino – prosegue Fiaccola – ma questi ragazzi hanno applicato concretamente quanto sostenuto da Pëtr Alekseevič Kropotkin nella sua opera Il mutuo appoggio: la vita non si riduce a una competizione in cui vince il più forte, di darwiniana memoria, ma a sopravvivere sono coloro che imparano ad unirsi, in modo da sostenersi reciprocamente. È la cooperazione, il mutuo appoggio, ad assurgere a responsabilità sociale, come più volte sostenuto dalla mia dirigente scolastica, la professoressa Giovanna Mugione, e da Maria Montessori, la quale riteneva che la cooperazione si fondasse sulla convinzione che l’uomo di oggi è il cittadino della grande nazione dell’umanità”.

Ilaria Arnone ha 19 anni, è di Melito e ha frequentato la classe 5D Informatica e Telecomunicazioni dell’Istituto Superiore “Carlo Alberto Dalla Chiesa” di Afragola. Si è appena iscritta a Ingegneria informatica all’Università Federico II. Accetta di parlare dei fatti gravi dei giorni scorsi, dello stupro di Palermo, della povera ragazza, sua coetanea: “Non ho parole. Mi spiace poverina, ha la mia età, mi vergogno per loro, potrebbe essere una mia sorella”. Grazie all’Operazione Talenti organizzata da Deloitte Consulting, che paga l’università a studenti meritevoli e provenienti da famiglie con un livello economico non agiato di continuare gli studi e lavorare con loro durante gli studi e di avere una carriera retribuita, Ilaria può frequentare gratuitamente l’università e lavorare in azienda”.

E’ così, Ilaria Arnone?

“Sì, ho vinto questo concorso. A metà settembre firmerò il contratto di lavoro. Siamo 15 ragazzi in tutta Italia, e tre di questi sono stati scelti nella mia scuola”

E veniamo all’iniziativa degli appunti…

“Durante l’anno scolastico abbiamo avuto la fortuna di avere il professor Fioccola che ci ha insegnato Tecnologia di progettazione e sistemi informativi. Lui è sempre stato un appassionato di queste materie. Nelle sue vene non scorre sangue”.

E cosa vi scorre?

“Secondo me vi scorrono dei bit (sorride). E’ un professore che in primis ama quello che fa e tutto quello che fa si nota. Ci ha fatto innamorare dell’informatica, ci ha proprio appassionati”.

Come nasce l’iniziativa della condivisione degli appunti?

“E’ sempre stato bello tornare a casa da scuola e sfogliare gli appunti da aggiornare e modificare di volta in volta. Il bello di tutto questo lavoro, che è durato un anno, è che sarà poi donato ai futuri studenti. Abbiamo raccolto informazioni che altri ragazzi potranno visionare e su questi appunti potranno aggiornarsi e acculturarsi e amare questa materia e magari se un argomento non è esaustivo potranno a loro volta fare ricerche e aggiungere materiale. E’ il bello dei files condivisi. Io sono sempre stata appassionata dell’informatica. Ho riguardato gli appunti presi dalle lezioni di Fioccola, li ho corretti, li ho infine portati in digitale per renderli disponibili a tutta la comunità scolastica. Ovviamente è un lavoro in continua evoluzione, sto tuttora aggiungendo altri appunti, come stanno facendo anche i miei compagni. Se c’è una parola da approfondire la approfondisco, sto inserendo delle fotocopie da altre fonti”.

Quanto tempo vi ha impegnati questa iniziativa?

“Diciamo che durante la mia estate spesso io vivo al computer, le ore volano sia per questo lavoro che per lo studio. Il lavoro effettivo è stato svolto durante l’anno scolastico. Ors dopo ora il professore faceva lezioni interattive, rendeva una lezione a 360 gradi quanto più interessante possibile. E’ stato semplice. Lui inseriva su Classroom i riferimenti e quindi cliccando sui vari link vi era altro materiale da cui potevamo attingere. Peraltro, era tutto in inglese e questo ci ha consentito di crescere anche sul piano dello studio della lingua”.

La scuola ha appoggiato l’iniziativa?

“La scuola in generale ha sempre tenuto in considerazione questo lavoro e lo ha appoggiato. E questa non è la sola iniziativa. Anche se è qui da poco con il professor Fioccola abbiamo implementato una web radio, con diverse rubriche. Io facevo da speaker”.

Da queste vostre testimonianze emerge un grande entusiasmo verso la scuola, verso lo studio e verso gli apprendimenti. Quanto incide in tutto questo la bravura e lo stesso entusiasmo di un docente?

“Il 99 per cento della vita dello studente, e dei risultati che ottiene, dipendono dal docente, in quanto un docente ha il compito di supportare e sopportare l’alunno, di incoraggiarlo, di motivarlo e di trasmettere tutta la passione per la propria materia in maniera positiva, trasmettendo il bello e coinvolgendo gli alunni. Con il professore le interrogazioni le organizzavamo con la ruota della fortuna oppure con i codici in C dove si sorteggiava a random un numero e quel numero era l’interrogato. Ne abbiamo fatte veramente tante di interrogazioni e le lezioni sono sempre state interattive. Noi tornavamo a casa ogni giorno con conoscenze in più e con tanta voglia di scoprire questo mondo, non vedevamo l’ora che arrivasse un nuovo giorno per poter continuare sull’argomento lasciato il giorno prima. E guardi che non sono parole che dico per l’intervista, sono la verità. Gli altri sono professori validissimi, li amiamo tutti, davvero tutti, ma il professor Fioccola in un anno ha fatto l’impossibile, è arrivato l’ultimo anno ma meglio tardi che mai. Ci tengo a dire che lui non è stato solo ma ha lavorato assieme alla professoressa Irene Iovino, l’Itp di laboratorio”.

Ci saranno state gelosie…

“Nessuna gelosia, la scuola è sempre stata felice di approvare i suoi progetti, ha portato una ventata di aria fresca. Ci sono stati i momenti delle risate e i momenti del lavorare sodo sull’obiettivo. Ho preso100 alla votazione finale. Io mi interesso di tutto, di tutte le materie, è bello sapere, la conoscenza rende liberi. E’ bello entrare nei meccanismi della mente e negli eventi della storia. Il professore è sempre stato in prima linea nel coinvolgere le persone e ha sperato che potessimo dare il nostro contributo alla comunità scolastica, magari con un semplice appunto poiché mira all’uguaglianza delle opportunità. E’ stato difficile non interessarsi. Anche le persone che non hanno mai brillato hanno avuto la piena sufficienza nel rendimento. Oltre che la materia, ci ha insegnato tanto per la vita e io lo ricorderò per sempre. Un po’ tutti hanno preso appunti, noi quattro con continuità, e a anche gli altri invieranno tutto al prof. Io li ho divisi per argomenti: processi, sistemi distribuiti, sistemi centralizzati, tassonomia di Flynn, protocollo http, Socket, e tanti altri. Serviranno, il prossimo anno, per aiutare ad aprire la mente e come spunto ai ragazzi delle nuove quinte”

Victoria Scarpato, lei ha 19 anni e ha frequentato la 5E Informatica dello stesso istituto. Anche lei ha partecipato al progetto di redazione e di condivisione degli appunti

“Tutto è iniziato con una richiesta del professore e noi abbiamo accettato per lasciare un segno del nostro passaggio e anche per aiutare i ragazzi che sarebbero venuti dopo di noi dicendo loro che nulla è impossibile se ci si mette l’impegno. Questo perché l’esame di Stato è visto come un colosso insuperabile. E allora con i nostri appunti diamo un aiuto in più perché lo affrontino al meglio”.

Come vi siete organizzati, nella pratica?

“Nella pratica, ognuno di noi si è diviso il lavoro raccogliendo materiale, sviluppando esercizi e appunti. Principalmente durante le vacanze. Finito l’esame abbiamo iniziato a raccogliere quello che avevamo fatto. L’impegno è durato un mesetto e mezzo, dipende da chi aveva già gli appunti e da chi doveva cercarli da altre parti. E’ stato un sacrificio, da un lato, ma ci ha portati avanti il pensiero di chi sarebbe venuto dopo”.

Chi arriverà dopo di voi sa di questo lavoro che state facendo per loro?

“Questo non lo so”

Che cosa farà da grande?

“Sono iscritta alla Federico II in Ingegneria informatica. Mi piace abbastanza l’informatica, mi ha incuriosita fin da piccola”.

Molti ancora pensano che le materie scientifiche e l’informatica siano appannaggio dei maschi. Che cosa ne pensa?

“Appannaggio dei maschi? No, per nulla. Durante il mio percorso in effetti ho trovato una maggioranza di iscritti maschi e questo mi ha fatto pensare a un tabù che resiste, quasi che l’informatica fosse una materia ancora solo per maschi e non per entrambi i generi. Io penso che non sia così anche perché la prof precedente di informatica era una donna. Chiunque abbia la voglia di studiare può farlo”

Alessandro Bulyakhovska ha 19 anni e ha frequentato la stessa classe di Victoria, la 5E. Com’è andata?

“E’ stata come una sfida tra noi e il professor Fioccola. Se mi portate gli appunti io vi abbasso la soglia per la sufficienza, ci diceva e questo doveva servire per motivarci. Devo dire che è stato un ottimo incentivo a studiare. Ci ha appassionati a studiare la sua materia ma anche le altre. Ogni tanto avevamo dei dubbi e ci mettevamo insieme a discuterne”.

Quanto è importante tutto questo?

“Molto. Più l’insegnante è entusiasta, più riesce a trasferire la passione agli studenti, e più questi ultimi si impegnano. Questo è per come l’ho vista io. C’è stato un miglioramento dell’attenzione, che negli ultimi tempi si era abbassata, c’era poco entusiasmo. Poi i professori nuovi hanno trasferito a noi la passione per la materia”.

Ritiene davvero utile l’iniziativa della produzione e della condivisione degli appunti che vi ha tanto impegnati anche durante l’estate?

“Assolutamente sì. E’ stata intanto un ripasso generale della materia. Io mi sono occupato di raccogliere i vari esercizi: alcuni li avevo, altri li ho rifatti questa estate, anche per l’esame. Serviranno molto”.

Lei si è appena diplomato e lavora già. Un miracolo per questa zona d’Italia.

“Ora lavoro da Netcom con sede a Napoli. Il nostro professore aveva portato l’azienda a scuola per dei colloqui (Lo avevamo riferito nel corso di un nostro recente servizio, ndr). E la Netcom mi ha preso. Ho fatto il colloquio tecnico a fine giugno e a fine luglio ho iniziato. Per ora con uno stage, ma poi c’è la possibilità di un contratto a tempo indeterminato. Intanto studio, mi sono iscritto a Ingegneria informatica”

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