Matteo Salvini conosce la scuola? Lettera

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inviata da Enrico Maranzana . Matteo Salvini parla di scuola senza cognizione di causa. Affronta le problematiche educative senza averne scandagliata la profondità.

Si valuti la sua affermazione: “Lavoriamo per eliminare questi tre anni di scuola media. Nessun paese europeo ha questi tre anni di parcheggio” [Capriano Briosco 13 novembre 2019].

Come uno studentello, che non è in grado di risolvere un problema, cerca la soluzione guardando le elaborazioni dei compagni.

Come ha potuto sentenziare prescindendo dalle regole e dalla loro applicazione?

Quali argomentazioni ha elaborato per cassare le finalità curricolari?

Se avesse prefigurato il percorso che conduce alla conquista delle mete educative programmatiche, avrebbe colto il numero di variabili in gioco e avrebbe compreso lo spessore del mandato conferito ai docenti.

Si prenda come esempio: “Sviluppare progressivamente le competenze e le capacità di scelta corrispondenti alle attitudini e vocazioni degli allievi”.

Il conseguimento di tale traguardo avviene con il contributo di tutti gli insegnamenti, opportunamente coordinati. La relativa strategia è indicata nei programmi del ’79: “Se correttamente interpretate, tutte le discipline curriculari – sia pure in forme diverse – promuovono nell’allievo comportamenti cognitivi, gli propongono la soluzione di problemi, gli chiedono di produrre risultati verificabili, esigono che l’organizzazione concettuale e la verifica degli apprendimenti siano consolidate mediante linguaggi appropriati.

Nella loro differenziata specificità le discipline sono, dunque, strumento e occasione per uno sviluppo unitario, ma articolato e ricco, di funzioni, conoscenze, capacità e orientamenti indispensabili alla maturazione di persone responsabili ..”.

Se avesse indagato per verificare la corretta applicazione dell’indicata strategia educativa, avrebbe costatato come, nelle scuole, la gestione collegiale dei processi d’apprendimento sia una chimera.

In estrema sintesi si può affermare che la proposta salviniana muove in difesa delle elusioni e delle omissioni dell’ordinaria gestione scolastica: la via per l’oscurantismo è tracciata.

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