Mattarella elogia i docenti e ammette che nella scuola ci sono inefficienza e diseguaglianze. Anief apprezza: il Parlamento agisca, basta alibi

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Anief – “Le parole del Capo dello Stato – commenta Marcello Pacifico, presidente Anief – raffigurano in pieno la realtà nei nostri istituti di formazione: gli insegnanti e i lavoratori della scuola svolgono un lavoro preziosissimo, con ricadute dirette sulla società e sulle nuove generazioni. Non si nasconde quando dice che le inefficienze e le discriminazioni sono di antica data: siamo d’accordo anche sul fatto che abbiamo tutte le risorse, umane e finanziarie, grazie anche ai fondi del Pnrr, per superarle.

E che serve coraggio e senso di responsabilità. A questo punto, il messaggio del Presidente non può rimanere lettera morta: il Parlamento si adoperi legiferando, prima del termine della legislatura, per fornire alle scuole, quello che gli manca: un nuovo reclutamento, in linea con quanto ci chiede l’Unione europea, quindi stabilizzando tutto coloro che hanno dimostrato sul campo di potere svolgere questo mestiere; un numero adeguato, massimo 15, di alunni per classe; un organico, docenti e Ata, all’altezza e deciso in base al grado di difficoltà territoriali; un aumento sostanzioso anche di tempo scuola e sedi scolastiche autonome; l’approvazione di norme che spazzino via le differenze illegittime tra personale di ruolo e precario; stipendi finalmente adeguati ed in linea con quelli Ocse, con accesso anticipato alla pensione”, conclude il sindacalista autonomo.

“Abbiamo una scuola di valore, grazie agli insegnanti, al personale, agli studenti, sappiamo che ci sono aspetti che vanno migliorati, soffriamo ritardi antichi, inefficienza, diseguaglianze, non mancano le capacità per superarle”: a dirlo è stato oggi il presidente Sergio Mattarella da Pizzo Calabro per la cerimonia d’inaugurazione dell’anno scolastico. Il Capo dello Stato ha anche detto che “serve una prospettiva strategica con il Pnrr per avere una scuola più moderna. Questo è l’investimento più intelligente e proficuo. La scuola è assolutamente centrale. Servono impegni concreti, progetti adeguati, assunzioni di responsabilità”.

Per il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi, anch’egli presente a Pizzo Calabro, “la scuola non ha mai chiuso, anche nei momenti più bui aveva la porta aperta, nella scuola lavorano un milione e mezzo di persone, che hanno permesso a 10 milioni di bambini, giovani e adulti di trovare la loro comunità di vita”.

Anief ritiene entrambi gli interventi meritevoli di attenzione. Perché hanno fornito il giusto merito a chi ogni giorno si adopra per la crescita umana e professionale dei nostri figli. È bene, quindi, ripartire da queste parole per il rilancio della scuola, a tutti i livelli, anche dell’Università, introducendo finalmente quelle misure che ridiano consistenza al sistema scuola, andando a spazzare via il dimensionamento scellerato degli ultimi anni e le norme orientate alla spending review che hanno ridotto l’offerta formativa e aumentato i gap tra regioni e rispetto agli altri Paesi. Anche sul ritorno alla scuola in presenza, il sindacato ritiene che sia la scelta giusta, ma a determinate condizioni. E senza più alibi. Quindi, senza negare mai la sicurezza per la salute e non pensando che obbligando a presentare il Green Pass ad una parte di coloro che entrano nelle scuole sia invece tutto risolto.

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