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Maternità per insegnante non di ruolo, chiariamo i dubbi

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Qualche chiarimento per chi deve affrontare il congedo di maternità pur non avendo un posto di ruolo nella scuola.

Il diritto all’astensione obbligatoria per maternità non riguarda soltanto le insegnanti di ruolo ma anche quelle precarie. Anche chi ha un contratto a tempo determinato con la scuola, infatti, ha diritto a non lavorare i 2 mesi prima del parto ed i 3 mesi dopo il parto (che possono diventare anche 1 prima e 4 dopo) e a ricevere l’indennità di maternità spettante.

Rispondiamo ai dubbi di una nostra lettrice che ci scrive:

Buongiorno,
Sono un insegnante non di ruolo (ma comunque con titolo ed in graduatoria) con contratto fino al 30 giugno in una scuola primaria. Sono incinta al terzo mese ed ho appena comunicato alla scuola la mia condizione. Da quello che ho capito dovrei lavorare fino a due mesi prima a data presunta del parto, ma, le mie domande sono:

1) Se la mia risultasse essere una gravidanza a rischio, anticiperei i mesi di maternità che mi spetterebbero? Oppure partirebbero sempre dal settimo mese?

2) Oltre ai due mesi prima dalla data presunta del parto, quanto tempo prevede la mia maternità?

3) Se entro in maternità con il contratto aperto, scadrà ugualmente?

4) Come dovrei comportarmi il prossimo anno con l’assegnazione dei posti tramite graduatoria se mi mancano ancora mesi di maternità?

Grazie Cordiali Saluti.

Maternità docente non di ruolo

La normativa vuole che la lavoratrice che aspetta un bambino abbia diritto a 5 mesi di astensione obbligatoria dal lavoro. Solitamente questa astensione si suddivide nei 2 mesi prima del parto e nei 3 mesi successivi alla nascita, ma in alcuni casi si può decidere anche di lavorare fino ad un mese prima del parto per avere, poi, 4 mesi da poter fruire dopo la nascita del bambino. Questa decisione dipende dalla mamma e dal suo medico curante (che per far continuare a lavorare la mamma per un ulteriore mese deve certificare la sua buona salute).

Ora procederà a rispondere ai suoi tanti dubbi. Se la sua si rivelasse una gravidanza a rischio avrebbe diritto all’anticipo della maternità anche prima del settimo mese, fermo restando che i due mesi prima e i 3 mesi dopo il parto le spettano anche se anticipa l’accesso in gravidanza.

Dopo la nascita del bambino avrà diritto a 3 mesi di astensione obbligatoria (se ha fruito di 2 mesi prima del parto). Il contratto, essendo a termine, scadrà anche se è in maternità, fermo restando il suo diritto di chiedere l’indennità di disoccupazione al termine della maternità obbligatoria (se il contratto scade durante il congedo può presentare domanda di Naspi da 8 giorni dopo la cessazione del contratto a 68 giorni dopo il termine del congedo, ma in ogni caso la Naspi partirà sempre e comunque al termine del congedo di maternità).

Se il prossimo anno, quando assegneranno i posti tramite graduatoria lei dovesse essere ancora in maternità, può accettare in ogni caso la nuova nomina senza prendere servizio e comunicando in segreteria la sua condizione. Sarà necessario fornire alla scuola un certificato del proprio medico se non è ancora avvenuto il parto oppure il certificato che attesti il parto avvenuto.

“Il trattamento giuridico ed economico per maternità spetta anche qualora la lavoratrice madre, per motivi oggettivi connessi alla gravidanza, non possa prendere servizio essendo sufficiente a tal fine fare riferimento al provvedimento di nomina (Sentenza Consiglio di Stato n. 5095 del 4.9.2006)”.

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