Materie STEM, Draghi: “Investiamo oltre un miliardo per potenziare l’insegnamento. Superare anche gli stereotipi di genere”

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“Realizzare il pieno potenziale della ricerca vuol dire puntare su chi è stato spesso ai margini di questo mondo: le donne. Per troppo tempo le posizioni di vertice nella ricerca scientifica sono state appannaggio degli uomini. Oggi sono molte di più le ricercatrici italiane che si affermano ai massimi livelli”.

Il presidente del Consiglio Mario Draghi lo dice ai laboratori INFN del Gran Sasso. Draghi cita Lucia Votàno, la prima donna a dirigere i Laboratori del Gran Sasso, Fabìola Gianotti, direttrice del CERN e coordinatrice del progetto che ha portato alla scoperta del bosone di Higgs rilevando che “un numero sempre maggiore di scienziate guida progetti che spingono in avanti le frontiere della ricerca” e che “questi Laboratori, dove otto su 14 responsabili di progetto sono donne, costituiscono un esempio per tutti”.

Ciò detto, “sono però ancora troppo poche le ragazze che scelgono studi scientifici”, rimarca il presidente del Consiglio, “tra le giovani immatricolate nelle università italiane, solo una su cinque sceglie le cosiddette materie STEM- scienza, tecnologia, ingegneria e matematica, la metà circa degli uomini”. Si tratta di “diseguaglianze che partono da lontano, addirittura dall’infanzia”.

Per promuovere la partecipazione femminile al mondo delle scienze e della tecnologia “dobbiamo intervenire lungo tutto l’arco dell’istruzione, dalla scuola all’università– dice Draghi – Investiamo oltre un miliardo di euro per potenziare l’insegnamento delle materie STEM, anche con l’obiettivo di superare gli stereotipi di genere. Come previsto dalla Strategia nazionale per la parità di genere, puntiamo a portare la percentuale di studentesse in discipline STEM almeno al 35% degli iscritti”.

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