Mastrocola: la vera urgenza non è l’aumento degli stipendi. Anief: per 8 anni guadagnano 1.300 euro e non riescono ad arrivare a fine mese

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L’aumento degli stipendi dei docenti non è “il punto, o perlomeno non l’unico e non il più urgente”. A dichiararlo, oggi Il Foglio, è stata Paola Mastrocola: “Si sente spesso parlare di stipendi dei prof – ha aggiunto la scrittrice – come se si alludesse alla reputazione sociale degli stessi. Ma è questo il problema? Si misura la reputazione sociale da questo?”.

Replica Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief: “Sicuramente l’autorevolezza di chi insegna è un valore culturale che prescinde da qualsiasi fattore e contesto, ma come si fa a dire che innalzare gli stipendi dei nostri insegnanti non è una vera urgenza? Come fa un insegnante a mantenere una buona reputazione sociale se non riesce ad arrivare a fine mese perché il suo stipendio è fermo a 30 anni fa”.

“La professoressa Mastrocola – continua il presidente Anief – voleva probabilmente insistere sull’alto rispetto che la figura e l’opera dell’insegnante dovrebbe avere. E su questo siamo d’accordo. Poteva invece sicuramente risparmiarsi il riferimento allo stipendio: guadagnare da precario e per i primi otto anni di carriera la miseria di 1.300 euro netti al mese non è ammissibile, soprattutto per un insegnante laureato e abilitato che svolge un lavoro così rilevante per il futuro dei cittadini. Se il primo a non considerare autorevole il suo operato è lo Stato, perché l’opinione pubblica dovrebbe pensarla diversamente? Perché gli altri Paesi, anche europei, invece riconoscono stipendi adeguati?”.

Anief ha inserito l’esigenza dell’aumento stipendiale anche nel Manifesto redatto in vista delle elezioni politiche del 25 settembre: “Siamo ben contenti – continua il sindacalista – che sulla questione riguardante l’aumento di stipendio tutti i partiti impegnati in campagna elettorale siano d’accordo con noi. Lo hanno anche ribadito ieri durante il dibattito on line organizzato dal sindacato con una decina di candidati. La verità è che l’aumento dello stipendio di docenti e Ata, fermo da quattro anni e da rinnovare con un contratto ponte il prima possibile, è necessario e urgente. Chi sostiene il contrario – conclude Pacifico – avrà i suoi motivi, assai lontani dalla realtà e dalla giustizia”.

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