Maschi e femmine: classi miste sì, ma con “istruzioni per l’uso” diverse

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Giulia Boffa – Secondo uno studio di due economisti italiani dell’Università della California, Giovanni Peri e Massimo Anelli,le ragazze che si diplomano dopo aver frequentato una classe con pochi maschi, hanno molte più probabilità di fare carriera e avere un buon stipendio di coetanee che hanno fatto il liceo in una classe mista.

Giulia Boffa – Secondo uno studio di due economisti italiani dell’Università della California, Giovanni Peri e Massimo Anelli,le ragazze che si diplomano dopo aver frequentato una classe con pochi maschi, hanno molte più probabilità di fare carriera e avere un buon stipendio di coetanee che hanno fatto il liceo in una classe mista.

La ragione sarebbe nell’autostima maggiore che una classe unisex regala alle ragazze, che ha come conseguenza il fatto che una ragazza che sia stata in una classe «ad alta percentuale femminile» scelga una facoltà come Economia o Ingegneria piuttosto che Lettere e la scelta di una facoltà scientifica al posto di una umanistica condiziona enormemente la sua possibilità di fare carriera e di guadagnare tanto.
 
Peri ed Anelli hanno dunque analizzato per giungere a queste conclusioni 30 mila studenti italiani, per la precisione dei licei milanesi, su un arco di quindici anni, dal 1985 al 2000. Hanno esaminato nel dettaglio le loro scelte post-scolastiche, i loro approdi professionali, le loro buste paga.
 
Da qui hanno dedotto che:
  •  Una quota più alta di persone dello stesso sesso in classe aumenta la probabilità di scegliere facoltà che fanno guadagnare di più. Per le donne aumenta del 5- 6 per cento, per gli uomini del 6-7 per cento. 
  •  Le donne che escono da classi tendenzialmente «unisex» sono anche più brave delle loro coetanee, nel percorso accademico: si laureano prima e abbandonano meno spesso l’università.
  •  Dopo la laurea, tendono anche ad avere stipendi migliori.Un anno dopo la laurea le ingegnere guadagnano 55 mila dollari; se hanno preferito Lettere 31 mila. 
 
Del resto non è un caso che le classi nei Paesi anglosassoni siano rimaste per lo più unisex: le ragazze, nel periodo che va dai 7 anni ai 21, hanno un’accelerata nello sviluppo sia fisico che psicologico rispetto ai coetanei maschi, e questo essere più mature porta ad avere una maggiore concentrazione nello studio. Nei maschi invece la concentrazione non raggiunge gli stessi livelli, sono più irrequieti, hanno bisogno di muoversi, lo studio deve essergli presentato in maniera più "movimentata" dal metodo sistematico che si propone alle ragazze, che sono più inclini a discorsi sentimentali e di riflessione.
 
In un mondo scolastico per lo più composto da docenti donne, che preferiscono in genere il modulo sistematico uguale per tutti, l’approccio con gli studenti maschi può essere meno efficace a volte, se non si tiene conto di queste specificità, e le ragazze continueranno ad avere risultati più brillanti dei compagni, salvo poi essere superata dal loro ingegno e capacità di adattamento maggiori alle difficoltà. 

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