Mascherine obbligatorie anche al banco, genitori preoccupati. Garante Infanzia scrive a Conte: “Troppi effetti negativi fisici e psicologici”

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Con l’entrata in vigore del DPCM del novembre, dai sei anni in su a scuola è necessario indossare la mascherina sempre, anche in situazione statica, con distanziamento, dunque anche al banco durante le lezioni. 

A precisarlo ulteriormente è l’Usr per il Veneto, che ha pubblicato le Faq utili a chiarire alcuni dubbi circa le disposizioni per le scuole previste dall’ultimo decreto anti Covid.

Nelle Faq si richiama la nota del Ministero dell’Istruzione n. 1994 del 9/11/2020, che a sua volta cita il verbale n. 124 della riunione del CTS tenutasi in data 8 novembre, in cui si dice che “lo stesso Dpcm non indica per il contesto scolastico
eccezioni correlate al distanziamento. Al riguardo, anche in considerazione dell’andamento della contingenza epidemiologica, il CTS ritiene auspicabile e opportuno confermare la misura adottata, in coerenza con la scalabilità delle misure previste dalle Misure di prevenzione e raccomandazioni per gli studenti delle scuole di ogni ordine e grado per la ripresa dell’anno scolastico 2020-2021 approvate nella seduta del CTS n. 104 del 31/08/2020”.

Viene chiarito che l’obbligo di indossare la mascherina vale in qualsiasi circostanza, tanto al chiuso quanto all’aperto (nelle pertinenze della scuola), e dunque anche in aula, in condizioni statiche e distanziamento interpersonale superiore al metro. I momenti in cui l’obbligo ‘cade’ possono essere le pause dall’attività didattica (ad es. ricreazione con assunzione di alimenti e bevande, merenda pomeridiana, ecc.) e, naturalmente, durante il pasto.
Si chiarisce inoltre che per dispositivi di protezione individuale si deve intendere mascherine: resta quindi escluso che possa
trattarsi di visiere, che possono essere utilizzate al limite in aggiunta alle mascherine, per proteggere gli occhi dal droplet di maggiori dimensioni.

Dall’obbligo di indossare la mascherina restano esclusi i bambini della scuola dell’Infanzia, i docenti, gli ATA e gli allievi con forme di disabilità non compatibili con l’uso continuativo della mascherina (opportunamente documentate), nonché gli insegnanti di sostegno e gli OSS che interagiscono con questi ultimi.

Nelle Faq inoltre si evidenzia che non c’è un riferimento normativo specifico che stabilisca la durata di una mascherina monouso, ma è comunque “buona regola sostituirla dopo 4-6 ore di utilizzo continuativo”.
La nota ministeriale n. 1994 del 9/11/2020, richiamando il verbale n. 124 della riunione del CTS tenutasi in data 8 novembre, chiarisce che “nelle sezioni di scuola primaria a tempo pieno e di scuola secondaria di primo grado a tempo prolungato, è necessario prevedere la sostituzione della mascherina di tipo chirurgico a metà giornata, per garantirne l’efficienza. La struttura commissariale sta già provvedendo allo sviluppo delle forniture”. Per i percorsi scolastici a tempo normale il CTS ritiene che gli allievi possano utilizzare la stessa mascherina per tutta la durata della loro permanenza a scuola.

E’ inoltre possibile indossare a scuola la mascherina di comunità. Il Dpcm del 3 novembre 2020, all’art. 1, comma 7, afferma che “possono essere utilizzate anche mascherine di comunità, ovvero mascherine monouso o mascherine lavabili, anche autoprodotte, in materiali multistrato idonei a fornire una adeguata barriera e, al contempo, che garantiscano comfort e respirabilità, forma e aderenza adeguate che permettano di coprire dal mento al di sopra del naso”. Tale prefigurazione è stata ripresa dalla nota ministeriale 1994 e vale quindi anche specificamente per la scuola.

Il CTS, nel suo verbale n. 104 del 2/9/2020, afferma che “appare raccomandabile, nella contingenza attuale e alla luce delle evidenze disponibili riportate da ISS e INAIL, l’utilizzo di dispositivi efficaci e standardizzati per lavoratori della scuola e studenti quali le mascherine chirurgiche di adeguato dimensionamento per le diverse età scolastiche messe gratuitamente a disposizione dalla Struttura commissariale”.

Per garantire la sicurezza a scuola, l’Usr Veneto raccomanda in ogni caso che “le mascherine siano a norma (UNI EN 14683:2019 per le chirurgiche, anche lavabili; UNI EN 149:2009 per le FFP2 o FFP3; omologate CE o provviste di autorizzazione dell’Istituto Superiore di Sanità alla produzione e vendita per le altre, ad esempio per le mascherine per la lettura del labiale o “trasparenti”)“.

Possono essere impiegate a scuola anche mascherine di classe superiore a quelle chirurgiche, come ad esempio le FFP2 o FFP3, protettive anche per sé stessi. Il CTS su questo punto “si è recentemente espresso positivamente, purché sia coinvolto il Medico Competente e il Responsabile SPP qualora si optasse per dispositivi di protezione che, per le loro caratteristiche tecniche e prestazionali, richiedono una formazione specifica e/o un addestramento di chi è chiamato ad utilizzarle“.

Sindacati: utilizzare le FFP2

In occasione del tavolo sulla sicurezza finalizzato a gestire e risolvere le criticità che emergono dalla gestione delle scuole durante l’emergenza epidemiologica, la Uil Scuola ha chiesto di “sostituire, almeno nelle scuole dell’infanzia e primaria, la dotazione delle mascherine chirurgiche la cui protezione per chi le indossa è molto limitata con quelle FFP2“. Stessa richiesta è arrivata dall’Anief durante il tavolo con il ministero per la fascia 0-6 anni.

La preoccupazione dei genitori

Da quando tuttavia è arrivato l’obbligo dell’uso delle mascherine nelle scuole, laddove è prevista la didattica in presenza, si sono sollevate non poche polemiche. Molti genitori nutrono preoccupazione sulle eventuali conseguenze che possono esserci dall’uso prolungato dei dispositivi di protezione individuale. Dopo diverse richieste, la Garante per l’Infanzia e l’Adolescenza della Toscana, Camilla Bianchi, scrive al premier Giuseppe Conte, al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e agli assessori alla Sanità e all’Istruzione Simone Bezzini e Alessandra Nardini, perché vengano adottati provvedimenti a tutela della salute fisica e psicologica di alunne e alunni.

Non posso sottacere come le misure assunte a tutela prioritaria della salute pubblica gravino in particolar modo su bambine e bambini, ragazze e ragazzi che vivono in questo momento una condizione di maggiore fragilità che non può essere sottovalutata” scrive la Garante.

Ho ricevuto numerose segnalazioni da parte di genitori che esprimono forte dissenso e profonda preoccupazione per l’uso obbligatorio delle mascherine a scuola. A loro dire, infatti, non sarebbero stati adeguatamente valutati gli effetti negativi che l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuali delle vie respiratorie possono produrre sul piano sia fisico che psicologico”, aggiunge.
In particolare “dover inalare per molte ore consecutive aria di scarto dei polmoni può determinare stati di malessere collegati a stress respiratorio mentre la continua presenza delle mascherine sul volto, può inibire la libera espressività e la piena socializzazione, determinando effetti negativi nella crescita di bambine e bambini, ragazze e ragazzi”, conclude Bianchi.

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