Mascherine a scuola: “legittimo l’uso, non recano danno alla salute e sono costituzionali”. Sentenza

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Ancora una sentenza della giustizia amministrativa chiamata a pronunciarsi su un ricorso che va a sindacare le misure adottate dal Governo e Legislatore per contrastare la terribile emergenza sanitaria che oramai si vive da ben tre anni scolastici. Nell’articolata sentenza del 2/2/2022. 01248/2022 del 2/2/22 si affrontano una molteplicità di fattori, tra cui quello dell’uso delle mascherine a scuola dai parte degli studenti.

Legittimo l’utilizzo delle mascherine a scuola, non recano danno alla salute
Affermano convintamente i giudici che il CTS (investito del riesame della vicenda anche per effetto della sentenza n. 2102/21 del 19 febbraio 2021) era stato chiamato nuovamente valutare l’opportunità della misura che prevede l’obbligatorio utilizzo dei dispositivi di protezione delle vie aeree per i bambini di età superiore ai 6 anni. Dalla relazione tecnica ministeriale emerge che non vi sono evidenze scientifiche che sconsigliano l’utilizzo delle mascherine nei minori di età compresa tra i 6 e i 12 anni e che l’uso dei predetti dispositivi di protezione non ha un impatto nocivo sulla loro salute psico-fisica, specie per quanto concerne eventuali ipotesi di ipossiemia (bassi livelli di ossigeno nel sangue), così come lamentato dai ricorrenti. Pertanto vi sono sufficienti prove per escludere la deduzione attorea secondo cui le disposizioni sull’uso delle mascherine, contenute nel DPCM impugnato, sarebbero in contrasto con le direttive internazionali in materia di Covid e arrecherebbero effetti collaterali molto dannosi e rischi non trascurabili sulla salute psico-fisica dei minori di età compresa tra 6 e 11 anni. Il C.T.S. ha ribadito, con deduzioni non sindacabili dal Giudice, che l’impiego della misura di protezione delle vie aeree in ambito scolastico, per i minori di età superiore a sei anni, è “raccomandabile ed incoraggiato” anche “nella posizione statica al banco”, ancor più nel contesto attuale di aumentata capacità di trasmissione del virus indotta dalle varianti virali.

Indimostrato che l’utilizzo della mascherina a scuola sia dannosa per la salute dei bambini

Ugualmente è risultato indimostrato che l’utilizzo della mascherina per minori, nel corso di tutta l’attività didattica in presenza, determinerebbe conseguenze negative per la salute dei discenti; anche tenendo presente che i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso del predetto dispositivo di protezione sono, in base alla norma, già esonerati dall’indossare la mascherina.

Vale evidenziare che il DPCM 14 gennaio 2021, art. 1, comma 10, lett. s), ha previsto (come i precedenti Decreti e così come il DPCM 2 marzo 2021, all’art. 21, comma 1) l’esclusione dall’obbligo dell’uso della mascherina per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso del predetto dispositivo.

L’esonero dall’obbligatorietà della mascherina è previsto dall’art. 1, comma 10, lett. s), dei DPCM 3 dicembre 2020 e 14 gennaio 2021, nonché dall’art. 21, comma 1, DPCM 2 marzo 2021 e già dall’art. 1, lett. hh-bis], del D.L. n. 19/20, conv. in L. n. 35/2020, “per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina”.

Dal che ogni tutela ulteriore si deve rivolgere avverso eventuali provvedimenti dei dirigenti scolastici diretti a disconoscere la deroga all’obbligatorietà della mascherina, che va senz’altro accordata, sulla base di idonea certificazione medica, in base all’art. 1, lett. hh-bis), del D.L. n. 19/20, conv. in L. n. 35/2020, nonché a norma dell’art. 1, comma 10, lett. s), dei DPCM 3 dicembre 2020 e 14 gennaio 2021, e dell’art. 21, comma 1, del DPCM 2 marzo 2021, “per i bambini di età inferiore ai sei anni e per i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina”.

Quanto sopra esposto, in ordine alle contestazioni relative all’obbligo di indossare le mascherine.

Sono conformi alla Costituzione le misure di contrasto al coronavirus

La Corte costituzionale ha affermato espressamente che la modalità di intervento del Governo “appare conforme al disegno costituzionale”, in quanto è perfettamente legittimo, nonché opportuno, che, di fronte a un’emergenza sanitaria “eccezionale”, dai caratteri peculiari, si possa intervenire con “nuove risposte normative” più adatte a gestire l’emergenza, utilizzando strumenti “capaci di adattarsi alle pieghe di una situazione di crisi in costante divenire”.

La Corte costituzionale si è soffermata anche specificamente sulla modalità di intervento del Governo – emissione di un Decreto-Legge a carattere generale che demanda ai DDPCM la normativa di dettaglio, nel rispetto della riserva di legge relativa – giustificandola in toto e non paventando alcun profilo di incostituzionalità su tale modus operandi.

La Consulta ha riconosciuto che «il modello offerto dalla legislazione vigente» appare «conforme al disegno costituzionale», fino ad affermare: “È perciò ipotizzabile che il legislatore statale, se posto a confronto con un’emergenza sanitaria dai tratti del tutto peculiari, scelga di introdurre nuove risposte normative e provvedimentali tarate su quest’ultima. È quanto successo, difatti, a seguito della diffusione del COVID-19, il quale, a causa della rapidità e della imprevedibilità con cui il contagio si spande, ha imposto l’impiego di strumenti capaci di adattarsi alle pieghe di una situazione di crisi in costante divenire”.

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