Mascherine a scuola, Gandini: “L’efficacia viene messa in dubbio da alcuni studi”

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L’epidemiologa Sara Landini, nel suo intervento al blog de Il Fatto Quotidiano affronta il tema delle mascherine a scuola, se sono davvero efficaci oppure no, riportando alcuni studi condotti all’estero.

Al momento, la mascherina nella scuola italiana, è obbligatoria dai 6 anni in poi e solo in casi di patologie certificate, gli alunni possono non indossare un dispositivo di protezione.

Gli studi a cui fa riferimento l’esperta sono quello danese (Danmask), pubblicato anche su archives internal medicine e lo studio cluster, randomizzato in Bangladesh.

Il primo mirava a capire se c’era una riduzione 50% della positività tra portatori mascherina e non portatori in Danimarca, mentre il secondo, ha valutato la differenza tra bracci come positività alla sierologia per individui sintomatici e ha trovato 20 casi in meno tra quelli che portavano la mascherina, osservati per un periodo di 8 settimane. Gli autori dicono che c’è differenza del 10% che ha dei limiti.

Ma è sull’utilizzo della mascherine a scuola che si concentra Gandini: “sui report delll’Ecdc si legge che ‘nelle scuole primarie, l’uso delle mascherine è consigliato agli insegnanti e agli altri adulti quando non è possibile garantire il distanziamento fisico, ma non è raccomandato agli studenti. Nelle scuole secondarie è consigliato l’uso delle mascherine sia per gli studenti che per gli adulti (mascherine per bambini > 12 anni) che vivono in aree con trasmissione comunitaria di SARS-CoV-2. L’uso delle mascherine dovrebbe essere visto come una misura complementare, piuttosto che una misura a sé stante per prevenire la trasmissione all’interno delle scuole’“.

Landini riporta anche uno studio inglese dello scorso autunno, in cui si provava a capire i benefici delle mascherine a scuola, pur non portando risultati significativi.

La scienziata riporta anche gli appelli di alcuni studiosi e pedagogisti, come Daniele Novara, che sostengono come le mascherine per gli alunni più piccoli favoriscano deficit nell’apprendimento.

Per valutare l’efficacia o meno delle mascherine per gli studenti, secondo Gandini, occorre anche tenere conto del loro corretto utilizzo e in contesti scolastici, specie per gli alunni più piccoli, appare secondo l’esperta difficile mantenere gli standard elencati dall’ISS.

La tesi di Sara Gandini, alla luce degli ultimi dati su Omicron che non mostrerebbero risultati favorevoli riguardo la riduzione del contagio con l’uso delle mascherine nelle scuole, porta ad una domanda: “qualora le mascherine evitassero realmente il contatto con il virus, sorge un’altra perplessità: il sistema immunitario dei bambini di questa età è in formazione e ha bisogno di essere “allenato” per poterli fare diventare adulti più sani e meno suscettibili alle infezioni“.

E ancora: “Siamo sicuri che la decisione di “sterilizzare” la loro vita, perché le mascherine fungono da barriera (se utili in tal senso) non solo il coronavirus, ma anche tutti gli altri virus, batteri e miceti con i quali noi tutti veniamo quotidianamente a contatto, sia una buona idea? Non è che così facendo si corre il rischio di rendere più “debole” il loro sistema immunitario che avrebbe bisogno di essere tenuto in costante esercizio così come teniamo in esercizio il loro fisico facendo praticare loro uno sport?

L’articolo completo di Sara Gandini

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