“Mascherina come ciuccio, c’è chi dorme con il dispositivo di protezione”. Le ripercussioni psicologiche sui bambini

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La mascherina sarà obbligatoria dai 6 anni in su fino al termine dell’anno scolastico. Il governo, su questo, non farà dietrofront. Le ripercussioni psicologiche sull’utilizzo della mascherina sono evidente. Su La Repubblica approfondimento su quanto sta accadendo in Italia con diversi episodi.

C’è il caso di Sofia che la trova comoda “così non mi vede nessuno”. La sua mamma afferma: “Quando è scoppiata l’emergenza abbiamo spiegato a nostra figlia perché fosse importante tenerla. Ora mi ritrovo a insistere per fargliela togliere”.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, solo 4 su 10 riescono a riconoscere le espressioni. Un fenomeno, adesso, su cui riflettono scuola e famiglie.

“I bambini si sono identificati nella mascherina, sinonimo di sicurezza, di vita e quindi di futuro, attribuendo ad essa il valore di oggetto transizionale, simile al ruolo del ciuccio – spiega Emanuele Caroppo, referente regionale per l’Oms per il Covid e la salute mentale – . Come possono eliminarla quando ancora il virus è in circolazione? È un doppio messaggio difficile da elaborare. Senza la famiglia e la scuola a fare da filtro, in questi bambini prevale l’immedesimazione con la mascherina”.

“Gran parte della comunicazione, fino ai 10 anni di età, passa per il linguaggio non verbale, espresso in larga parte dal volto – spiega Renata Tambelli, professore alla Sapienza di psicopatologia dell’infanzia -. Da due anni mettiamo i bambini di fronte a emozioni mascherate, questo può avere implicazioni sia a breve che a lungo termine sul riconoscimento delle espressioni e le emozioni associate”.

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