Marzana (M5S): Quota 96 liberi su cauzione

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comunicato stampa Maria Marzana, MoVimento 5 Stelle, Camera dei Deputati – A due anni dalla famigerata riforma Fornero, nella notte tra venerdì e sabato si è finalmente verificata la congiunzione astrale, quasi perfetta, tra governo e parlamento per consentire ai 4000 lavoratori, tra docenti e personale ATA, che hanno maturato i requisiti anagrafici e contributivi nell’anno scolastico 2011/2012, di andare in pensione con le precedenti norme.

comunicato stampa Maria Marzana, MoVimento 5 Stelle, Camera dei Deputati – A due anni dalla famigerata riforma Fornero, nella notte tra venerdì e sabato si è finalmente verificata la congiunzione astrale, quasi perfetta, tra governo e parlamento per consentire ai 4000 lavoratori, tra docenti e personale ATA, che hanno maturato i requisiti anagrafici e contributivi nell’anno scolastico 2011/2012, di andare in pensione con le precedenti norme.

“Sul caso quota 96 – ha affermato Maria Marzana, deputata del MoVimento 5 Stelle, che sin dalle prime ore della legislatura ha lottato con determinazione a fianco del personale interessato – esprimiamo soddisfazione ma occorre precisare che il diritto è stato ripristinato solo in parte”.

Infatti l’emendamento accolto in Commissione Affari Costituzionali in occasione dell’esame del decreto sulla pubblica amministrazione, pur prevedendo il pensionamento del personale scolastico interessato sin dal prossimo settembre, dispone che la liquidazione del trattamento di fine servizio venga differita e non erogata dopo sei mesi dalla data di cessazione del rapporto lavorativo così come previsto dalla legge pre-Fornero.

"Il M5S ha chiesto, ed ottenuto, la votazione per parti separate dei vari commi componenti l’emendamento – spiega Marzana – e dopo aver votato favorevolmente al riconoscimento del diritto alla pensione, ci siamo astenuti sul comma che posticipa e rateizza con scadenze lontane tra loro l’erogazione del trattamento di fine servizio.
Riteniamo infatti che le disposizioni normative a cui riferirsi sarebbero dovute essere quelle antecedenti la riforma Fornero. Rifiutiamo di essere complici di questo governo e di questa maggioranza che ha voluto ripristinare parzialmente un diritto trattenendo come cauzione parte dei contributi versati nei decenni di attività lavorativa da questi soggetti."

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