Mario Capanna: rispettare insegnanti. Grembiule, no; educazione civica, sì

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Gli insegnanti vanno rispettati.

Il concetto è persino inflazionato, ma se a ribadirlo è un ex sessantottino, allora c’è da prestare maggiore ascolto. E se il sessantottino è Mario Capanna, un ribelle contestatore, simbolo di quella generazione di rottura,  allora vale la pena di capirci qualcosa.

In un’intervista rilasciata a Quotidiano.net, Mario Capanna difende il rispetto delle regole, ma fra queste non contempla quella del grembiule che a suo avviso è “un aspetto formale frivolo”.

Nei confronti delle contestazioni dei suoi anni, dove le lotte erano rivolte anche contro il corpo docente e il sistema dell’istruzione, lui ricorda che il docente “vero il rispetto se lo conquista da solo. È l’insegnante scadente che ha bisogno di rispetto perché non è in grado di produrselo da solo” .

Ed è proprio nei confronti dei docenti veri che è pronto a battersi per la loro difesa, soprattutto quando sono attaccati (nel senso anche fisico) dai genitori che non accettano le valutazioni sui loro figli.

Su questo punto, è necessario il “pugno di ferro, regole rigide: bisogna educare gli adulti a non essere amici dei figli. Se il figlio non studia va rimproverato, punto e basta”. Ma non si sente di condannare fino in fondo chi lavora tanti anni con i bambini: una categoria di insegnanti, quella dei maestri, per i quali occorrerebbe “un rigoroso esame attitudinale, da ripetere durante la carriera“. E l’ipotesi di reintrodurre l’educazione civica? Capanna la promuove con il massimo dei voti.

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