Margiotta (Priorità alla Scuola): “Le scuole in Italia sono state chiuse già 105 giorni nel 2020. E saranno le ultime a riaprire” [INTERVISTA]

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Il Nuovo DPCM è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale ed è entrato in vigore dal 4 dicembre. Sarà valido fino al 15 gennaio.

All’interno del provvedimento è contenuta anche una parte relativa alla scuola. Sì al ritorno in presenza per le scuole superiori a partire dal 7 gennaio con una formula progressiva del 75% di studenti in classe. Anche se, quadro epidemiologico permettendo, permangono molti dubbi.

Da oggi e fino al 6 dicembre, il Comitato Priorità alla Scuola organizza manifestazioni in tutta Italia, in 8 regioni, in 19 città, con presidi, assemblee pubbliche, lezioni all’aperto.

A Orizzonte Scuola interviene Costanza Margiotta, coordinatrice del Comitato: “Vi fornisco alcuni numeri, Italia 105-Spagna 67, Italia 105-Regno Unito 60, Italia 105-Francia 60, Italia 105-Germania 53, Italia 105-Olanda 48. Questi numeri indicano i giorni in cui la scuola è rimasta chiusa nell’anno scolastico 2019/20. Come diciamo da mesi, le scuole sono state le prime a chiudere di fronte alla recrudescenza della pandemia e c’è da scommettere che saranno le ultime a riaprire”.

Siete contenti della gestione ministeriale in tema di riapertura delle scuole? Dove si poteva fare di più?

“Si doveva, non si poteva fare di più. Si doveva consentire alle regioni che si dichiaravano pronte a farlo (Emilia Romagna e Toscana) di attuare una riapertura parziale pre-natalizia, per smascherarle come meramente demagogiche o per verificare se potessero veramente farsi modello per tutte le altre che hanno il dovere di garantire un diritto costituzionalmente garantito. Per non lasciare inascoltate le preoccupate e allarmanti dichiarazioni di Agostino Miozzo che da settimane, come Pas da mesi, denuncia gli effetti nefasti di un prolungamento della dad sul piano didattico, relazionale, psicologico, sociale. Per non aumentare il già altissimo tasso di abbandono scolastico che destina troppi studenti alla non competitività con i loro coetanei europei che frequentano la scuola in presenza, alla disoccupazione, alla marginalità e criminalità sociale. Per non continuare a deludere gli studenti con provvedimenti annunciati come temporanei e prolungati ad libitum”.

Margiotta, secondo lei il ritorno in classe al 7 gennaio è credibile? O il governo ha preso solo tempo?

“Il 7 gennaio il rischio oggettivo di un’innalzamento della curva del contagio oltre che il sopraggiungere dell’influenza stagionale renderà anche questa riapertura, sempre che ci sia, una riapertura temporanea. Sì il governo ha solo preso tempo, dopo tutto quello che ha perso nella scorsa primavera, calpestando il tempo della crescita e della formazione delle giovani generazioni. Per questo, in tutta Italia, Priorità alla scuola torna a manifestare e a rivendicare l’azione di un governo che, al di la delle dichiarazioni, dia veramente Priorità alla scuola”.

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