Marco Bussetti, la corsa affannosa alle scadenze improrogabili per il Miur

di Elisabetta Tonni
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Dall’ufficio di provveditore agli studi di Milano al Dicastero dell’Istruzione a viale Trastevere. Marco Bussetti, il provveditore (ormai ex) agli studi di Milano, con una carriera iniziata da docente, giura da ministro davanti al presidente Mattarella, nel giorno che precede la festa della Repubblica.

Il mandato di Bussetti è finora caratterizzato dalla coincidenza delle ricorrenze. Se il primo tentativo del Governo Conte non fosse fallito, il giuramento di Bussetti sarebbe avvenuto il 28 maggio, nel giorno del suo compleanno. Poi i fatti sono andati come tutti sanno e il giuramento arriva alla vigilia del compleanno della Repubblica.

Il nuovo titolare al Miur, che secondo indiscrezioni vantava il sostegno di  Giorgetti e Mario Pittoni, e sarebbe stato accettato di buon grado dal M5S, non avrà certo tempo per festeggiare. Non avrà neanche il tempo per andare in ferie.

La strada che lo aspetta è tutta in salita e faticosa. Nei giorni in cui il caldo sarà più torrido dovrà affrontare la questione spinosa dei diplomati magistrali: una situazione rovente ancor più delle temperature del Solleone.

I maestri che hanno conseguito il diploma magistrale entro il 2002 avranno le sentenze a luglio e se la politica non avrà preso una decisione, i docenti che adesso sono nelle Gae, le graduatorie ad esaurimento, dovranno retrocedere in II fascia di istituto.

Il tempo stringe, perché l’unica pausa ufficiale concessa è proprio quella del giorno successivo al giuramento, in cui tutti i Ministri (ma non è un obbligo) dovrebbero partecipare alla parata in via dei Fori Imperiali a Roma, accanto al capo dello Stato.

Poi ci si potrà mettere al lavoro, ma non prima di essere passati per il voto di fiducia in Parlamento. In assenza della fiducia, il Governo non può entrare nel pieno delle sue funzioni.

Ma non è finita. In Parlamento dovranno essere costituite le Commissioni e nominare i presidenti e avviare altre nomine di figure importanti.

Se il Parlamento ha i suoi tempi, i ministeri non sono da meno. Dopo la scelta del Ministro vanno individuati i viceministri, segretari, sottosegretari e anche i capi dei gabinetti e gli uffici tecnici vari, da quello legislativo al portavoce.

Intanto la scuola va avanti, anche d’estate. I diplomati magistrali non saranno l’unico grattacapo estivo. Molte sono le decisioni che necessitano di una impostazione politica, dai negoziati per il rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici, alle indicazioni per la messa in atto delle nuove regole sul trattamento dei dati (Gdpr), passando per la gestione dei Pon, senza contare poi le immissioni in ruolo di nuovi docenti di fine agosto.

Le necessità della scuola sono talmente impellenti che anche la ministra uscente, Valeria Fedeli ha scritto un dossier  per il passaggio delle consegne. Nel dossier si rammenta soprattutto la questione dei diplomati magistrali, argomento che il ministro Bussetti conosce bene anche per il suo ruolo di provveditore agli studi: nessun riferimento, invece, alla Legge 107 sulla Buona Scuola su cui le due forze politiche di Governo vorrebbero rimettere mano con forza.

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