Marcello Pacifico, Anief: “La Costituente? Una pessima idea, democratica solo in apparenza”

di redazione
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di Eleonora Fortunato – Abbiamo chiesto al presidente Anief la sua opinione sulla grande consultazione lanciata dal ministro sul web, ma anche sulla valutazione degli insegnanti dopo la tempesta mediatica che si è scatenata intorno alla restituzione degli scatti. “Il tentativo del Governo è bloccare  i salari della massa dei docenti ai livelli di ingresso per tutta la carriera, per poi consentire le progressioni solo a chi si distingue”.

di Eleonora Fortunato – Abbiamo chiesto al presidente Anief la sua opinione sulla grande consultazione lanciata dal ministro sul web, ma anche sulla valutazione degli insegnanti dopo la tempesta mediatica che si è scatenata intorno alla restituzione degli scatti. “Il tentativo del Governo è bloccare  i salari della massa dei docenti ai livelli di ingresso per tutta la carriera, per poi consentire le progressioni solo a chi si distingue”.

“La costituente mi sembra un’idea pessima. Nella scuola – prosegue Marcello Pacifico – abbiamo migliaia di professionisti che, operando da anni nella didattica, facendo sperimentazioni, misurandosi ormai tutti i giorni con le nuove tecnologie, sarebbero in grado di dare un contributo specifico sui contenuti di rinnovamento della scuola. Non credo che un referendum sul web serva a qualcosa , mentre il ministro avrebbe fatto bene ad aprire uno spazio di confronto con tutti i sindacati, non solo quelli rappresentativi, con le associazioni professionali e con tutti i lavoratori, rivolgendo loro domande specifiche su temi specifici”. Ma in questo modo sarebbe stato, forse, meno democratico? “Solo in apparenza la costituente così come l’ha lanciata il ministro è democratica: in realtà già solo il fatto di doversi collegare a internet rappresenta una discriminazione”.

Assodate le riserve del presidente Anief sulla grande consultazione del ministro Carrozza per evitare la “riforma della riforma della riforma”, come ha fatto scrivere a Repubblica, viriamo la conversazione sul tema della valutazione, che Pacifico trova subito il modo di collegare al bubbone della restituzione degli scatti esploso in questi giorni con tanto di titoloni anche nei tg: “Tutto questo è il risultato del patto scellerato col Governo tra 2010 e 2011, quando i sindacati rappresentativi in cambio del rinnovo delle rappresentanze per ulteriori tre anni accettarono la sostituzione del principio di anzianità con quello di performance, cui si lega naturalmente la valutazione. Il corollario naturale è stato il blocco dei contratti”.

E adesso, quindi, i nodi iniziano a venire al pettine: “La vera ‘magagna’ – continua Pacifico – consiste nel fatto che da allora è stato inaugurato un sistema per cui non si prevedono soldi in più per premiare il merito, ma solo tagli aggiuntivi per recuperare in questo modo le risorse per gratificare chi fa di più. Si vorrebbe semplicemente livellare verso il basso gli stupendi di tutti gli insegnanti nella loro globalità, mantenendoli per tutta la carriera il livello del salario di ingresso, che è poco superiore al reddito minimo che propone Grillo, e consentire gli scatti solo a chi si impegna di più ed è più bravo”. Insomma, una bella strategia per fare un regalo riciclato agli insegnanti: ti restituisco ciò che in realtà già ti spetta, “ma il problema – conclude Pacifico – non è dare di più a chi vale di più, è capire a priori qual è un equo compenso per gli insegnanti e contestualmente gratificare chi fa meglio e di più anche alla luce dello stretto legame che insiste tra scelte nel campo dell’istruzione e livello economico di un paese. Gli ultimi 150 anni, così come sintetizzano bene i rapporti Ocse Pisa, Education at a glance e così via, hanno evidenziato le ricadute nel tessuto sociale e produttivo del livello di istruzione di un popolo, non si può continuare a far finta di nulla”.

“Per tornare alla valutazione – conclude il responsabile Anief – la nostra organizzazione è favorevole a una valutazione del lavoro dei docenti, a condizione che però si stabiliscano criteri trasparenti per premiare il merito individuale ma anche per migliorare in generale i redditi di tutti coloro che lavorano nella scuola, e non solo dei più bravi”.

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