Marcello Pacifico a Palazzo Chigi parla di Europa e superamento del ritardo del Sud

di redazione
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Comunicato Anief – Il presidente nazionale Anief e segretario organizzativo Confedir Marcello Pacifico oggi è stato invitato a Palazzo Chigi a presenziare e a intervenire all’incontro che ha coinvolto il Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il Ministero delle Politiche Agricole e il Ministero dell’Interno.

Il consesso ha discusso la proposta di Regolamento del Parlamento e del Consiglio recante le disposizioni comuni applicabili al Fondo Europeo di sviluppo regionale, al Fondo sociale europeo Plus, al Fondo di coesione, al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca e le regole finanziarie applicabili a tali fondi e al Fondo Asilo e migrazione, al Fondo per la sicurezza interna e allo Strumento per la gestione delle frontiere e i visti – relazione ex art. 6 Legge 234/2012.

Marcello Pacifico, che ha avuto la parola per un lungo intervento, durante il quale è stato ascoltato con attenzione dalla platea, ha sottolineato come ognuno dei relatori, dal proprio canto, possa dare il contributo per un progetto di crescita, nell’ottica di un lavoro di sinergia e cooperazione. “Parto da una notizia – afferma il presidente Pacifico –  che non ci rallegra, certamente: la Sicilia rinuncia ai finanziamenti del Governo, perché non è in grado di portare avanti quanto dice l’Europa, non riesce cioè a seguire le indicazioni comunitarie, a differenza di altri casi, dove invece siamo davanti a ben diverse realtà, con regioni che riescono a tenere il passo. Siamo d’accordo con le proposte che il Governo in questi giorni porta avanti e ci ribelliamo a una situazione che vede un’altissima percentuale di ragazzi disoccupati soprattutto al meridione: assistiamo anche all’aumento preoccupante dei cosiddetti Neet, ragazzi che non lavorano né studiano. Bisogna trovare delle risoluzioni urgenti e tempestive: è necessario strutturare le risoluzioni”.

“Per quanto riguarda ancora l’Europa, si parla di un’Europa bella, più connessa, più vicina. Ma forse non avremmo bisogno di un’Europa più cosciente di sé? Prima vi era la voce “Istruzione e formazione”: dobbiamo comprendere che l’istruzione e la formazione oggi vanno applicati al nostro Sud che ha forti problemi economici e bisogna capire che per risollevarsi è necessario che riparta dal patrimonio culturale che è la sua grande risorsa. Innovazione e Patrimonio Culturale: ecco i nostri punti fermi da cui ripartire”, continua il sindacalista autonomo.

“Per quanto concerne poi la scuola, l’altra parola chiave è l’Inclusione: l’Italia vive un momento di crisi e le regioni del Sud versano in uno stato non floridissimo: si deve investire maggiormente, incrementando l’organico nelle zone dove ve ne è bisogno e favorendo così l’inclusione scolastica. È necessario che si lavori a delle politiche che possano coordinare il superamento del ritardo meridionale”, ha terminato il presidente Anief.

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