Maraini: “La scuola non educa più a coltivare i sentimenti. Come può un ragazzo comprendersi e comprendere la sessualità senza gli strumenti giusti?”

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Viviamo in un’epoca caratterizzata da un profondo degrado culturale e sentimentale. Dacia Maraini, in una lunga intervista a La Repubblica, pone una lente di ingrandimento su un problema in crescita.

L’assenza di una vera educazione sentimentale sta alimentando una cultura in cui i giovani si rivolgono alla pornografia come unica fonte di apprendimento sulla sessualità.

Questo contesto è emerso in seguito al tragico stupro di gruppo subito da una 19enne a Palermo. Maraini sottolinea che la violenza di tale natura è spesso il risultato dell’assenza di guida da parte della scuola e della famiglia. “Come può un ragazzo comprendersi e comprendere la sessualità senza gli strumenti giusti?”, si interroga.

La scrittrice evidenzia la necessità di educare i giovani al rispetto, responsabilizzando sia le istituzioni educative sia le famiglie. Troppo spesso, queste conversazioni sono evitate, relegando la comprensione e il rispetto della sessualità a una zona d’ombra.

L’incursione dei social media nella vita quotidiana ha anche aggravato il problema. Maraini li critica per la loro tendenza a commercializzare la pornografia, privando i giovani di un’educazione equilibrata sulla sessualità e sul rispetto reciproco. Le dinamiche storiche del potere e della violenza, come l’idea dell’ “uomo cacciatore”, emergono nei momenti di confusione etica, rendendo le donne vittime di antiche nozioni di possesso e dominio.

Esempi come quello di Artemisia Gentileschi, la pittrice che ha denunciato uno stupro e ha affrontato torture per sostenere la sua verità, evidenziano quanto sia antica e radicata questa forma di violenza.

La soluzione, secondo Maraini, risiede nell’educazione. Dalla tenera età, dobbiamo insegnare ai bambini il rispetto e la comprensione che le persone non sono oggetti da possedere. Solo con una vera educazione sentimentale possiamo sperare di cambiare la narrativa e proteggere le generazioni future da atrocità come quella di Palermo.

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