“Manzoni sopravvalutato, basta studiare i Promessi Sposi, meglio Dickens e Zola”. Sui social infuria il dibattito sullo studio della letteratura

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Il dibattito sulla presenza di “I Promessi Sposi” nel curriculum scolastico è esploso su X,  mettendo in luce opinioni contrastanti sull’opera di Alessandro Manzoni.

Un utente ha sollevato il problema della sovrastima dell’opera di Manzoni, affermando che l’Ottocento ha molto di più da offrire. Nomi come Dickens, Zola e Hugo vengono spesso citati come alternative più significative a livello globale.

Al contrario, c’è chi sostiene che “I Promessi Sposi” è fondamentale per la comprensione dell’unificazione linguistica italiana. Affermano che il romanzo è accessibile e fornisce una solida base per l’apprezzamento della letteratura.

Un altro utente ha ribattuto sottolineando che Manzoni è più un fenomeno italiano che un autore di risonanza globale. Questo punto di vista sottolinea la tendenza a concentrarsi eccessivamente su Manzoni nelle aule italiane, a scapito di altre opere ottocentesche.

Diversi utenticoncordano che il modo in cui la letteratura viene presentata a scuola può facilmente spegnere la passione per la lettura. L’approccio didattico, basato su schede e questionari, viene spesso visto come un ostacolo più che un aiuto.

La questione se dare troppo spazio a Manzoni sia giusto o meno è ancora aperta. Tuttavia, il dibattito evidenzia una problematica più ampia: la necessità di rivisitare l’approccio scolastico alla letteratura per renderlo più coinvolgente e rappresentativo della ricchezza culturale disponibile.

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