Manzi (PD): “Il governo investa seriamente nell’istruzione”

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“Nell’attuale Esecutivo siedono componenti di quel Governo Berlusconi, che si è reso protagonista del taglio di 8 miliardi di risorse all’istruzione e di 133.000 cattedre. Proprio per questo vigileremo e saremo molto attenti e propositivi, perché questo non accada. Il PNRR ci ha confermato, ancora una volta, l’importanza e la necessità di investimenti qualificati ed ingenti nel settore dell’istruzione, soprattutto stabili ed assicurati nella prospettiva”.

Lo ha dichiarato nel suo intervento in discussione generale, la capogruppo del Pd in VII Commissione e responsabile scuola del Pd, Irene Manzi

“I tassi di uscita dal sistema di istruzione in Italia, i livelli di dispersione scolastica presenti nel nostro Paese e la povertà educativa ed economica ci impongono un impegno e una riflessione seria e devono essere, secondo noi, i temi centrali nell’agenda politica e nelle proposte che saranno al centro dell’azione di questo Governo. Il Ministro Valditara recentemente ha parlato di una scuola dove si devono affermare i concetti di patria e di autorevolezza”.

“Noi pensiamo che si debba prima ancora impegnarsi per una scuola che sia attenta verso tutta la comunità scolastica, che sia capace di valorizzare i docenti e, per questo, riteniamo che sia ormai improrogabile il rinnovo del contratto di lavoro con risorse tra l’altro significative ulteriori, aggiuntive e adeguate, perché pensiamo e crediamo in una scuola che dia opportunità agli studenti. Opportunità che si legano allo sviluppo e potenziamento del sistema 0/6, per la piena gratuità dei trasporti, per gli interventi di edilizia scolastica, per le mense e per il tempo pieno”.

“Solo se la scuola diventa realmente inclusiva, capace di affrontare il nodo delle diseguaglianze e dei divari territoriali, potendo garantire a tutti non solo uguali condizioni di partenza, ma interventi costanti durante tutto il percorso scolastico, sarà in grado di attuare la sua missione e la sua funzione di servizio pubblico. Solo in questo modo la scuola si fa strumento per l’emancipazione e la crescita del singolo e per lo sviluppo della società. Una scuola nazionale e non regionalizzata, attenzione”.

“Nella nostra risoluzione, presentata ieri in Aula, avevamo fatto una proposta al Governo e posto un impegno ben preciso, quello di reinvestire le risorse liberate dalla riduzione della spesa in istruzione conseguente al calo demografico, proprio in questo settore, nel settore della scuola, a beneficio dei giovani e delle future generazioni”. 

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