La manutenzione delle scuole e le inadempienze degli enti locali. Il “Pentalogo della FLCGIL”

di redazione
ipsef

red – Un documento rivolto ai Dirigenti scolastici che punta a dare indicazioni sulla La messa a norma e la manutenzione ordinaria e straordinaria

red – Un documento rivolto ai Dirigenti scolastici che punta a dare indicazioni sulla La messa a norma e la manutenzione ordinaria e straordinaria

In 5 punti il buon comportamento con lo scopo di indicare una strada di tutela di chi frequenta la scuola e di chi la dirige:

  1. Rimuovere immediatamente ogni fattore di rischio.
    Quando si verifica un evento tale da far correre pericolo di infortunio a chi accede a scuola (un tombino che scompare, una buca che si apre, l’antiscivolo nelle scale che si logora, un muro pericolante ecc.) occorre circoscrivere il luogo a rischio con gli appositi indicatori al fine di tenere lontane le persone. Non si parla in questo caso del pericolo generale di accesso all’edificio che allora andrebbe chiuso con Ordinanza che va richiesta al Sindaco o all’autorità locale di riferimento (nelle grandi città i Municipi o Circoscrizioni). Contestualmente occorre richiedere all’Ente Locale l’intervento manutentivo e reiterare quotidianamente la richiesta di intervento.
  2. Riparare il danno con le proprie risorse.
    Dopo (indicativamente) la terza richiesta andata a vuoto procedere a riparare il danno con le proprie risorse – se disponibili – comunicando all’Ente Locale che si provvederà a inviare quanto prima allo stesso la richiesta di restituzione di quanto speso. Ciò perché l’incolumità delle persone è diritto superiore a qualsiasi altro diritto e, potendo intervenire, non è consentito indugiare. Ecco perché è meglio correre il rischio di non ricevere il ristoro delle spese effettuate che essere accusati di non aver provveduto – potendo – a rimuovere i fattori di rischio.
  3. Qualora non si disponga di risorse proprie
    Dopo aver insistito con reiterate richieste quotidiane per una settimana o anche meno ( indicativamente), scrivere al Prefetto (che ha competenza in materia di sicurezza e ordine pubblico) e per conoscenza al Sindaco.
  4. Il ruolo dell’USR e dell’UST.
    Non è da escludere, anche se non ci si può fare soverchie illusioni, la richiesta di intervento “politico” all’USR e UST.
  5. Ultima ratio. Scrivere alla Procura delle Repubblica.
    Qualora non si riceva risposta adeguata scrivere al Magistrato per “esporre” i fatti. Sarebbe opportuno, in questo ultimo caso, fare un esposto “collettivo”, cioè di più scuole che nel territorio si trovino in analoga situazione. Naturalmente la dimensione collettiva dell’azione vale anche per la richiesta di intervento agli Uffici Scolastici locali

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