Manuale di sopravvivenza al bullismo

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di Mariella Gerardi – Bologna: “Pestato dai bulli fuori dalla scuola. Costole rotte e ferite al volto, insulti e minacce di morte. L’incubo di un liceale perseguitato dopo aver lasciato la fidanzata”.

di Mariella Gerardi – Bologna: “Pestato dai bulli fuori dalla scuola. Costole rotte e ferite al volto, insulti e minacce di morte. L’incubo di un liceale perseguitato dopo aver lasciato la fidanzata”.

Roma: “Rissa davanti ad una scuola. Questa volta ai bulli si uniscono anche i genitori di due studentesse, una delle quali perseguitata dall’altra più grande di lei”.

Milano: “Bambino di otto anni vittima dei compagni solo perchè educato. Un bambino ‘diverso’ secondo i compagni, perché non fa a botte e usa il congiuntivo. Da ‘diverso’ a ‘bersaglio’ il passo è breve”.

Questi, solo alcuni degli ultimi casi di bullismo giovanile, fenomeno che si sta diffondendo con sempre più prepotenza nelle nostre scuole.

“L’ultima indagine italiana condotta da Telefono Azzurro insieme all’Istituto di ricerca Eurispes racconta un fenomeno preoccupante: nel 79% dei casi gli atti di bullismo avvengono a scuola, dove il 51% degli studenti assiste a episodi di violenza verbale, risse minacce e il 15% ne rimane vittima.

Ma cosa succede davvero in classe? Il 60% dei ragazzi bersagliati riceve soprannomi spiacevoli, il 47% viene preso in giro per l’aspetto fisico, il 46% è escluso dal gruppo.




Il bullismo invade anche il web: il 20% degli adolescenti può trovare online le proprie foto imbarazzanti, mentre il 23,6% si imbatte in informazioni false su di sé, che possono spingerlo a vergognarsi e a chiudersi nel silenzio e, come dimostrano gli ultimi casi di cronaca, a compiere gesti estremi.”

Il bullismo, dunque, è un fenomeno assai diffuso che andrebbe prevenuto e contrastato. Ma come ci si accorge che un proprio figlio è vittima di atti di bullismo? Come si deve agire per aiutarlo?

Noi lo abbiamo chiesto a Irene Vella, scrittrice e giornalista toscana, autrice del libro Credevo fosse un’amica e invece era una stronza. 10 modi per sopravvivere alle stronzamiche, nel quale racconta la sua esperienza attraverso una scoperta che non avrebbe mai voluto fare: sua figlia è vittima di bullismo.

In che modo ha capito che sua figlia era vittima di atti di bullismo? Attraverso quali segnali?

Quando mia figlia frequentava la quinta elementare arrivò in classe una nuova compagna. Dopo un po’ di tempo cominciai a vederla strana e spesso si rifiutava di andare a scuola. Inizialmente pensai si trattasse di un modo per attrarre la mia attenzione, ma la maestra mi fece notare che la nuova bambina aveva usato mia figlia per diventare amica delle altre compagne e poi l’aveva “scaricata”.

A questo si aggiunsero anche le cattiverie dei compagni i quali, durante una gita scolastica, costrinsero mia figlia a fare le flessioni, riprendendola con il telefonino, rossa e sudata, e cominciando a passarsi il video.

Quando si è resa conto che sua figlia aveva bisogno dell’aiuto di un esperto?

Con l’inizio delle scuole medie la situazione peggiorò. Purtroppo la “piccola bulla” capitò nella classe di mia figlia, che cominciò ad avere comportamenti aggressivi verso me e mio marito e a rifiutarsi di dormire da sola. Diceva di vedere un pozzo tutto nero… E’ a questo punto che cominciai a pensare che dovevo farla aiutare.

Quale la parte più difficile per lei, mamma di una vittima del bullismo? E quale la parte più bella?

La parte più difficile è stata quella di non potermi sostituire a lei nel dolore. Ma mia figlia ce l’ha fatta e ho potuto finalmente vedere i suoi occhi di nuovo felici. Dopo sette sedute da una psicopedagogista è riuscita a tenere testa alle compagne, le quali, intanto, le avevano messo contro anche i maschi, uno dei quali arrivò a mandarle una minaccia su Facebook: “Sei finita”. Dopo quest’ultimo episodio scattò la denuncia.

Come e perché è nata l’idea di scrivere un libro?

Penso che la testimonianza di chi ci è già passato sia fondamentale. Definisco il mio libro un “manuale semiserio di sopravvivenza” e mai avrei immaginato di entrare in contatto con un mondo sommerso di ragazzini e genitori alla ricerca di aiuto. Tante mamme con figli vittime di episodi di bullismo mi seguono su Facebook, chiedendomi di essere la loro voce. La mia storia, il libro che ne è scaturito, la testimonianza di tante altre mamme per offrire un aiuto e lanciare l’importante messaggio che denunciare è il primo passo per la libertà.

 

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