Manovra, ecco cosa c’è per la scuola: mille posti sostegno in più al 31 agosto, potenziamento infanzia, edilizia scolastica

di redazione
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Le novità per scuole e Atenei dalla Legge di Bilancio 2020. Potenziamento infanzia, mille posti sostegno passano da organico di fatto in diritto, numerosi interventi per l’edilizia scolastica. 

“Il testo approvato in Commissione Bilancio al Senato contiene importanti misure e stanziamenti per il mondo della scuola, dell’università e della ricerca. Settori fondamentali per la crescita del Paese. Si tratta di un primo passo, in condizioni complicate vista l’eredità pesantissima che dovevamo gestire. Noi stiamo mettendo veramente al centro della nostra azione i cittadini, con le loro esigenze e i loro diritti. Il provvedimento licenziato oggi lo dimostra. Voglio ringraziare chi ha condiviso questa responsabilità, i colleghi parlamentari e tutti i tecnici che hanno lavorato con serietà per disegnare percorsi di sviluppo per tutti noi”. Così la Vice Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Anna Ascani.

Le novità per scuole e atenei

Gli emendamenti approvati in Commissione Bilancio contengono misure attese dal mondo della scuola e dell’università.

A partire dalla Scuola dell’infanzia. Vengono destinati 16 milioni all’organico del potenziamento: una misura voluta per dare piena attuazione a un nodo incompiuto della legge 107 del 2015 e per ampliare l’offerta formativa già da questo primo segmento scolastico. E alle scuole dell’infanzia paritarie che accolgono bambini con disabilità vengono destinati 12,5 milioni di euro.

Risorse anche per l’edilizia scolastica destinata agli asili nido e alle scuole dell’infanzia: viene istituito un fondo di 100 milioni di euro per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023 e di 200 milioni di euro annui per ciascuno degli anni dal 2024 al 2034 per il finanziamento degli interventi relativi a opere pubbliche di messa in sicurezza, ristrutturazione, riqualificazione o costruzione di edifici di proprietà dei Comuni destinati ad asili nido e scuole dell’infanzia. Il MIUR, di concerto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri e altri Ministeri, valuterà i progetti dei Comuni e procederà al riparto dei fondi.

Per quanto riguarda gli studenti con disabilità, vengono consolidati in organico di diritto, inoltre, mille posti sul sostegno, che in genere vengono assegnati ogni anno in deroga. Questa misura consentirà di garantire una maggiore continuità agli alunni e alle famiglie e di dare opportunità di immissione in ruolo per gli specializzati del TFA sul sostegno.

Vengono prorogati i comandi dei docenti e dei dirigenti scolastici in servizio negli enti che operano nel campo delle tossicodipendenze.

E viene incrementato il fondo per la formazione dei docenti di 12 milioni di euro per l’anno 2020 e di 1 milione di euro per ciascuno degli anni 2021 e 2022 per potenziare la qualificazione degli insegnanti su inclusione, contrasto al bullismo e al cyberbullismo.

Mentre per promuovere la partecipazione dei giovani allo sviluppo sociale, economico e culturale del Paese, viene finanziato con 200.000 euro per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022 il fondo per il Consiglio Nazionale dei Giovani.

Novità anche per quanto riguarda l’edilizia scolastica: vengono semplificate le procedure per la gestione dei fondi, in modo da velocizzare gli stanziamenti e gli interventi. Viene dato il via libera alla realizzazione di un MIUR a impatto zero grazie a un piano nazionale di interventi di efficientamento energetico nelle scuole. A esserne interessati gli istituti che soddisfano già i requisiti di sicurezza strutturale. Il piano sarà realizzato in collaborazione con la Banca europea degli investimenti, gli enti locali selezionati potranno intervenire sugli edifici per migliorare ed efficientare le prestazioni energetiche delle scuole, risparmiando anche notevolmente sulle spese di gestione. E per completare la realizzazione delle scuole innovative, previste dalla legge 107 del 2015, e assicurare un finanziamento completo a quei progetti che avevano potuto godere di uno stanziamento parziale, vengono messi a disposizione i fondi non utilizzati e le economie di questo filone di investimento.

Nuove risorse anche per le Istituzioni dell’Alta Formazione Artistica Musicale e coreutica (AFAM): aumenta di 10 milioni dal 2020 il fondo per il funzionamento e per le attività didattiche e viene stanziato un milione e mezzo per iniziative che favoriscano l’inclusione di studenti con disabilità o con disturbi specifici dell’apprendimento.

Inoltre, finanziamenti per 1.000 borse in più per gli specializzandi di Medicina, con l’obiettivo di superare il cosiddetto “imbuto formativo” e assicurare opportunità di avanzamento nel corso degli studi per i laureati in Medicina. Raddoppiato da 16 a 31 milioni di euro l’aumento del fondo per il diritto allo studio universitario per il 2020: un concreto segnale di attenzione ai diritti dei giovani e ai bisogni delle famiglie, che mira a eliminare il paradossale fenomeno degli idonei non beneficiari, ovvero quegli studenti che avrebbero i requisiti per ottenere una borsa di studio ma non la ricevono per mancanza di risorse.

E, infine, autorizzata la spesa di 4,8 milioni annui per ciascuno degli anni 2020, 2021 e 2022, con l’obiettivo di potenziare, in ambito nazionale ed internazionale, le infrastrutture europee delle scienze umane e sociali, insediando nel Mezzogiorno uno spazio dedicato delle infrastrutture di ricerca del settore delle scienze religiose riconosciute ad alto potenziale strategico dalla ”European Strategy Forum on Research Infrastructures” (ESFRI) e di incrementare, attraverso l’analisi e lo studio della lingua ebraica, la ricerca digitale multilingue per favorire la coesione sociale e la cooperazione strategica nell’ambito del dialogo interculturale.

“Il lavoro non è concluso e continueremo a procedere con serietà per definire le priorità di intervento e reperire risorse. Certo, la situazione che abbiamo trovato era tutt’altro che rosea. Ciononostante siamo impegnati per dare al nostro Paese un provvedimento che serva a portarlo nel futuro in maniera responsabile. Andiamo avanti con determinazione – conclude Ascani – affinché l’educazione diventi la priorità numero uno del nostro governo”.

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