Manovra 2022, Serafini: “Assurdo premiare la dedizione, eliminare termine. Tutti lavorano con costanza”

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‘Si parla del rilancio del Paese” ma ”invece nella legge di Bilancio vediamo che c’è stata una scarsissima attenzione sul mondo della scuola e dell’istruzione. Ancora una volta la scuola viene considerata fanalino di coda da questo Governo”.

Lo ha detto Elvira Serafini, segretaria generale della Snals-Confsal, audita dalle commissioni Bilancio di Camera e Senato in merito alla Manovra.

“Avevamo delle promesse ben chiare da parte del Ministro Bianchi di una situazione a dir poco tranquilla. Si parlava – ha ricordato – di una apertura di una stagione contrattuale a tre cifre con un aumento congruo, i cui sarebbe stato tenuto presente un atto di indirizzo mirato al raggiungimento di obiettivi già espressi in maniera chiara nel ‘Patto’ firmato il 20 di maggio. Di conseguenza – ha aggiunto –già nel Patto c’era un’idea chiara di un rilancio della scuola, dell’Università, degli Enti di ricerca e della stessa Afam”.

“Purtroppo, invece – lamenta Serafini – si parla di rilancio del Paese, di tutte le attività, invece, nella legge di Bilancio c’è stata una scarsissima attenzione sul mondo della scuola e dell’istruzione. Invece, ancora una volta la scuola viene considerata fanalino di coda da questo Governo”.

E ancora: “Dobbiamo qualificare quella che è la funzione docente. Vengono stanziati 240 milioni di euro utili a premiare la ‘dedizione’ questo è assurdo perché l’insegnamento va non premiato per la dedizione, perché non c’è la dedizione di alcuni e di altri no”.

“Abbiamo un contratto che già è in scadenza – ha sottolineato – tre anni sono passati non abbiamo avuto ancora l’atto di indirizzo mentre le atro amministrazioni del Pubblico Impiego, della Sanità, hanno aperto i tavoli all’Aran a noi manca l’atto di indirizzo più volte sollecitato. Oggi che cosa troviamo ? Avevamo proposto un allineamento per poter arrivare a quelli che sono i 300 euro che sono la differenza tra il personale docente e i funzionari della Pubblica amministrazione divisi, visto che abbiamo un contratto in scadenza e un’altra apertura di contratto che dovremmo avere nel 2022, con una somma di 150 e 150 dell’altro contratto e raggiungere così il minimo dei 300 euro, ancora lontano . come retribuzione da quello che percepiscono i nostri colleghi europei”.

“Invece – ha evidenziato – ciò che speravamo non c’è e anzi vengono poi stanziati 240 milioni di euro utili a premiare la ‘dedizione’ questo è assurdo perché l’insegnamento va non premiato per la dedizione, perché non c’è la dedizione di alcuni e di altri no. Dobbiamo qualificare quella che è la funzione docente. Di conseguenza questa terminologia che poi si va a concretizzare in 12 euro mensili ma che non riescono minimamente a soddisfare il recupero del potere di acquisto dei lavoratori. Di conseguenza questa terminologia chiediamo che venga eliminata, anche perché la premialità non va da nessuna parte. Tutti lavorano e lavorano con costanza”.

“Inaccettabili le motivazioni con cui si giustifica, nella relazione illustrativa, l’incremento del Fun dei
dirigenti scolastici con toni quasi diffamatori nei confronti del personale Ata”. 

“Tutto ciò – spiega – proprio in un provvedimento che non spende nemmeno una parola per questo personale. Nella relazione tecnica allegata alla legge di bilancio per il 2022 l’organo legislativo che l’ha redatta, motivando il dispositivo dell’art 110 dedicato all’incremento del Fun dei dirigenti scolastici, ha evidenziato che questi non ricevono adeguato supporto giuridico dal personale amministrativo delle scuole. Vogliamo ritenere che si sia trattato di una svista o di una approssimazione”.

Lo Snals, prosegue Serafini, ritiene “invece che il personale amministrativo, sottoposto insieme ai dirigenti scolastici a vere e proprie molestie burocratiche da parte dell’amministrazione, svolge la propria attività con adeguate capacità tecniche, prestandosi anche ad eseguire compiti estranei alle proprie funzioni, su sollecitazioni provenienti pure da altre amministrazioni ( ad esempio dai dipartimenti di prevenzione delle asl ecc)”.

Lo Snals ritiene comunque “che i dirigenti scolastici, nonostante l’operoso e competente supporto del personale amministrativo, hanno diritto ad un adeguato riconoscimento economico per la crescita a dismisura delle responsabilità sempre crescenti connesse alle loro funzioni, tra l’altro diversificate in ragione della complessità delle scuole ad essi affidate”.

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