Manovra 2022, contratto, mobilità vincolati e precariato: da Bianchi nessuna risposta concreta

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Non sembra essere sereno il cielo per la scuola in vista della nuova legge di bilancio. E’ vero: ancora è presto per parlare ma il DEF, approvato le scorse settimane ha fornito un’immagine chiara. Primo indizio. E nella giornata del 26 ottobre il Ministro Bianchi, in un incontro in commissione cultura e istruzione con le forze politiche, sembra aver confermato la strada. Secondo indizio.

Come riferito da alcune fonti parlamentari, nel corso dell’incontro del 26 ottobre non è stata fornita alcuna prospettiva concreta. A quanto pare, la maggior parte di proposte con oneri economici per lo Stato saranno scartate. E non è escluso che vengano approvati tutti i provvedimenti a costo zero.

Organico covid

Per la scuola i punti in ballo sono tanti. Quello che pochi giorni fa possiamo definire “un giallo”, ovvero quello della proroga dell’organico covid fino a giugno: infatti, sul comunicato stampa del Governo in merito all’approvazione del DEF, si legge che “Viene disposta la proroga fino a giugno dei contratti a tempo determinato stipulati dagli insegnanti durante l’emergenza Covid-19“. E l’organico covid relativo al personale ATA? Il riferimento in realtà non è nemmeno presente all’interno del DEF ma a quanto pare, in legge di bilancio, ci saranno le risorse per prorogare i contratti dei supplenti covid, sia docenti che ATA.

Supplenze Covid, il governo dà il via libera alla proroga fino a giugno 2022

Contratto

Sul contratto scuola, dove si gioca in realtà la partita più grande, per adesso è calato il silenzio. Anche qui Bianchi ha sempre fatto riferimento nell’atto di indirizzo politico per il 2022, dove sarebbe prevista la valorizzazione e formazione del personale scolastico e il miglioramento della valutazione del sistema scolastico, compreso il potenziamento del corpo di ispettori scolastici.

Quel che si sa, al momento, secondo le ultime stime che riguardano il DEF approvato nei giorni scorsi, al pubblico impiego andranno circa 2 miliardi che vanno divisi per oltre 3 milioni di dipendenti pubblici, di cui poco meno della metà della scuola. A ben guardare le risorse per i contratti pubblici sono insufficienti, al momento. Esattamente come ci si aspettava.

Per il rinnovo contrattuale, il punto di partenza è il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale, sottoscritto in data 10 marzo 2021. Gli ultimi conteggi dei tecnici del governo e dei sindacati di categoria, risalenti allo scorso maggio, prevedono un incremento del 4,07% della retribuzione pari a circa 107 euro medi mensili.

A cui però bisogna sottrarre i 575 milioni utilizzati per pagare l’indennità di vacanza contrattuale, l’elemento perequativo (risulta coinvolto circa il 40% del personale, soprattutto della scuola), e i trattamenti accessori del personale militare e di polizia e vigili del fuoco.

In totale, per quanto riguarda l’istruzione dovrebbero essere previsti 1,7-1,8 miliardi, che garantirebbero – al netto di eventuali risorse aggiuntive – circa 87 euro di incremento medio loro mensile, compreso l’elemento perequativo da 11,50 euro medi previsto dal precedente Ccnl 2016-2018.

Altri temi

In realtà le forze politiche sperano di inserire nella manovra di bilancio altre questioni ma, che come abbiamo visto, non è detto che rientreranno, anche se dovessero avere zero costi per lo Stato. Certamente il tema della mobilità annuale dei docenti sottoposti al vincolo di tre anni è uno dei temi più caldi: l’idea è di inserire una norma per favorire i trasferimenti annuali il prossimo anno in attesa del nuovo contratto di mobilità, che scadrà proprio quest’anno. Sarà lì, infatti, la sede dove si giocherà la partita più importante.

Ci sono poi le questioni che riguardano i percorsi abilitanti per i precari, la riforma della formazione iniziale, che dovrà abbandonare, secondo le ultime dichiarazioni di Bianchi, il sistema dei 24 CFU.

Grande attenzione per un tema che riguarda non solo la scuola ma anche altri settori, ovvero la regionalizzazione: infatti, come riporta la Nadef, ovvero la nota di aggiornamento di economia e finanza, fra i 23 disegni di legge collegati alla decisione di bilancio, c’è proprio il DDL “Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata di cui all’articolo 116, comma 3, Cost.”.

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