Il Manifesto del buon insegnante. Lettera

di redazione
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Inviato da Pier Paolo Segneri – Il manifesto del buon insegnante (secondo me)

1. La scuola è amore.
2. L’insegnante ama tutti gli studenti.
3. Essere insegnanti è molto di più che fare l’insegnante.
4. Si dice: “Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna” perché l’insegnamento appartiene all’essere e non al fare.
5. L’insegnante è un maestro per i propri allievi, altrimenti non è.
6. L’ora di lezione è, prima di tutto, l’opportunità che l’insegnante ha di stimolare la conoscenza, la curiosità, l’attenzione, il dubbio, il talento e l’apprendimento degli studenti.
7. L’insegnante è un regista in aula, ma i protagonisti sono i ragazzi.
8. Educare significa tirare fuori il meglio da ciascun alunno.
8. Si insegna agli studenti, non la materia.
9. Un buon insegnante cerca di creare, ogni giorno, le condizioni necessarie affinché gli studenti abbiano voglia d’imparare.
10. L’insegnante ha il delicato compito di favorire in classe un clima sereno e coinvolgente, non certo un clima di terrore e di ansia.
11. Al docente è richiesto di essere autorevole, non autoritario.
12. L’autorevolezza dell’insegnante è data dagli studenti, dai genitori dei ragazzi, dai colleghi e dal personale scolastico. Quindi, un docente non può attribuirsela da solo e non può autonominarsi autorevole. L’autorità è data dal ruolo, l’autorevolezza va conquistata giorno per giorno.
13. Gli errori degli studenti vanno salutati con rispetto perché sono occasioni ghiotte per imparare e per migliorare.
14. Anche i professori sbagliano.
15. Un buon insegnante sa ascoltare e sa farsi ascoltare.
16. Le spiegazioni sono per tutti gli studenti, non soltanto per quelli bravi.
17. Un bravo professore trasmette fiducia e ripone fiducia nei suoi allievi.
18. Ogni bravo docente accresce e aggiorna le proprie conoscenze tutti i giorni.
19. Lo stipendio di un insegnante è al di sotto, molto al di sotto, di quanto sarebbe dignitoso riconoscere.
20. A volte, la noia sviluppa la creatività.
21. La cultura e la conoscenza sono il nutrimento di una società libera.
22. Libertà d’insegnamento e libertà di apprendimento sono le due gambe che permettono alla scuola di camminare.
23. Quando uno studente si avvilisce o perde la propria autostima, allora il bravo docente riesce ad infondere al ragazzo la voglia di tornare a credere in se stesso.
24. La finalità della scuola e del prof. è innanzitutto quella di permettere allo studente di conoscere se stesso e il mondo esterno che lo circonda.
25. La dimensione affettiva e quella cognitiva camminano insieme e non vanno separate.
26. Tutte le discipline coesistono e si completano a vicenda in un unico e affascinante sistema di relazioni, ponti, incontri, dialoghi, collegamenti interdisciplinari.
27. L’insegnante facilita l’apprendimento.
28. L’insegnamento è una forma d’arte.
29. L’insegnamento aiuta gli studenti ad avere autonomia di pensiero e comprensione degli altri.
30. L’insegnamento prepara gli allievi ad essere la cittadinanza attiva di oggi e di domani.

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