Manifestazione 8 novembre: in piazza i sindacati della scuola.Banco di prova per le elezioni Rsu

di Patrizia Del Pidio
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L’8 novembre si terrà a Roma una manifestazione che per la prima volta vedrà uniti tutti i sindacati dei servizi pubblici; per i sindacati della scuola, potrebbe essere un’importante banco di prova prima delle elezioni Rsu.

L’8 novembre si terrà a Roma una manifestazione che per la prima volta vedrà uniti tutti i sindacati dei servizi pubblici; per i sindacati della scuola, potrebbe essere un’importante banco di prova prima delle elezioni Rsu.

La manifestazione, che partirà da Piazza della Repubblica a Roma alle 13,30, sfilerà in corteo per le strade della capitale per giungere verso le ore 17,00 a Piazza del Popolo, dove si terrà il comizio conclusivo cui interverranno i segretari generali Cgil, Susanna Camusso, Cisl, Annamaria Furlan, e il segretario aggiunto della Uil Carmelo Barbagallo. Successivi dettagli saranno resi noti durante la conferenza stampa che sarà tenuta per presentare l’iniziativa il 7 novembre.

La manifestazione di protesta coinvolgerà una platea di 4 milioni di persone essendo rivolta ai lavoratori di tutti i settori del pubblico impiego, dalla scuola alla sanità, dalla Pa centrale ai servizi locali.

Una manifestazione unica in difesa di servizi pubblici e dei settori della conoscenza, della sicurezza e del soccorso per “sfidare il Governo degli illusionismi e delle divisioni; per chiedere una vera riforma delle Pa, dei comparti della conoscenza, dei servizi pubblici. E per rivendicare il diritto al contratto nazionale di lavoro tanto per i lavoratori pubblici quanto per quelli privati”.




“Cinque anni di tagli lineari forsennati, di blocco delle retribuzioni, oltre dieci di blocco del turn-over, un esercito di precari senza certezze e tutele, riforme fatte in fretta e male: il sistema è al collasso, mentre la spesa continua a crescere nonostante i tagli al welfare e il caro prezzo pagato dai dipendenti pubblici, oltre 8 miliardi di euro in 5 anni. Qui non è in gioco solo il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori, ma quello dell’intero Paese. Come pensa il Governo Renzi di garantire salute, sicurezza e soccorso, istruzione, prevenzione, assistenza, previdenza, ricerca e sviluppo senza fare innovazione, senza investire nelle competenze, nella formazione, nel lavoro di qualità, senza aver messo in campo un progetto?” rilevano i sindacati concludendo che saranno in piazza l’8 novembre ma saranno presenti anche in tutti i posti di lavoro per spiegare ai lavoratori “una per una le bugie del Governo. “.

Manifestazione in piazza: tutti i sindacati della scuola

Hanno aderito alla manifestazione Fp-Cgil, Fp-Cgil Medici, FLC CGIL, Cisl-Fp, Cisl-Scuola, Cisl-Medici, Fns-Cisl, Fir-Cisl, Cisl-Università-Afam, Uil-Fpl, Uil-Fpl Medici, Uil-Pa, Uil-Scuola, Uil-Rua.

La manifestazione punta a chiedere un miglioramento della qualità del sistema dell’istruzione e della ricerca. I settori della conoscenza per migliorare hanno bisogno innanzitutto di adeguati finanziamenti ma anche di una adeguata formazione del personale sostenuta anche da un salario adeguato per i lavoratori che offrono tale servizio.

I sindacati con questa grande manifestazione chiedono una riapertura della contrattazione oltra ad una stabilità e certezza per il lavoro del personale precario. Inoltre, a tutela dell’Università, costi e servizi standard. Come leva di crescita, si chiede ancora, una valorizzazione dell’istruzione e della formazione.

I sindacati della scuola sono sul piede di guerra per quel che riguarda non solo il rinnovo del contratto di lavoro, ma il contenuto del documento governativo “La Buona Scuola”, argomento che sarà trattato largamente nell’incontro nel quale sono stati convocati per il 12 novembre.

La parte che riguarda le assunzioni non può che piacere ai sindacati anche se nel documento molti sono i punti che non soddisfano i rappresentanti dei lavoratori.

Uno dei punti che meno piace è quello che riguarda il sistema meritocratico che andrebbe a penalizzare i neoassunti portando, di fatto ad un taglio degli stipendi, che premierebbe solo il 66% dei docenti penalizzando il restante 34%.

C’è molto da discutere anche su quello che riguarda il nuovo sistema per le supplenze che dovrebbe sostituire le graduatorie di istituto, attualmente in fermento.

Ma ciò che maggiormente pesa ai sindacati è l’istituzione dello scardinamento degli scatti stipendiali per anzianità degli insegnanti. La parte della riforma legata agli stipendi è, quindi, pesantemente bocciata dai sindacati.

Manifestazione: banco di prova Rsu

La manifestazione dell’8 novembre potrebbe essere un banco di prova per le  prossime elezioni sindacali per la rappresentatività delle sigle.

Le elezioni per il rinnovo delle Rsu sono dal 3 al 5 marzo 2015 e sono chiamate al voto 3.343.999 persone di cui 1.005.840 che lavorano nella scuola.

La legge 165/2001 prevede che per ottenere rappresentatività sindacale i sindacati devono raggiungere la soglia del 5% calcolando la media tra iscritti e voti riportati alle elezioni delle Rsu. Il mancato raggiungimento di tale soglia comporterà l’esclusione dai tavoli di negoziazione sindacale. Lo scorso anno ha partecipato alle elezioni l’80% del personale del pubblico impiego. Questa manifestazione potrebbe rappresentare, quindi, un importante banco di prova prima delle elezioni per il rinnovo delle Rsu.

 

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