“Manifesto dei 500”, abrogare legge 107. Conferenza a Torino sabato 19

di redazione
ipsef

Il gruppo organizzativo del “Manifesto dei 500” propone a tutti gli insegnanti, i lavoratori della scuola, i genitori e i cittadini legati ai valori della scuola pubblica e della democrazia di costruire insieme una “Conferenza Nazionale per l’abrogazione della legge 107 e per la riconquista di una scuola che istruisce”.

Proponiamo di tenere questa conferenza a Torino, sabato 19 maggio.

Il titolo riassume i due assi sui quali pensiamo di riunirci, discutere e prendere iniziative.

Non è nostra intenzione addentrarci in analisi politico-elettorali, ma è evidente che il voto del 4 marzo ha decretato anche l’ennesimo rigetto della “riforma” di Renzi. Quale che sia il nuovo governo, la democrazia esige che la volontà che si era espressa nelle piazze, nel voto delle Comunali e delleegionali, poi con la vittoria del NO al referendum costituzionale, venga finalmente tradotta nell’abrogazione immediata di questa legge, con la conservazione di tutti i posti ad oggi esistenti.
Abbiamo sentito in questi giorni diverse forze politiche criticarla, ma mettere subito avanti altre “riforme” allarmanti o comunque, ancora una volta, calate dall’alto sulla scuola. Conosciamo già questo metodo inaccettabile che tra l’altro ha sempre portato a peggiorare la situazione. Per questo, qualunque discorso che pretenda di parlare di “sviluppo” della scuola ha una premessa: abrogare immediatamente la legge 107 per fermare i danni che sta portando. Questo provvedimento può essere adottato subito da qualunque governo, senza perdere altro tempo.

Il secondo tema è quello del supporto ideologico che in questi anni ha accompagnato l’attacco alla scuola pubblica. Parallelamente alle diverse “riforme” si è cercato di distorcere, offuscare, confondere, sminuire il ruolo fondamentale della scuola, che è quello di istruire, trasmettere cultura e farlo nel modo più universale possibile, come strumento di emancipazione, uguaglianza, progresso e democrazia. Una grande pressione si è esercitata sulle scuole e sugli insegnanti per abbassare il livello dei programmi.

Generiche e standardizzate “competenze” e la moltiplicazione di “progetti” tendono sempre più a prendere il posto dell’insegnamento sistematico delle discipline, mentre il dogma dell’“innovazione” viene assunto come un valore assoluto slegato dai contenuti culturali. E’ lo stesso ruolo dell’insegnante ad essere ormai rimesso in causa, spinto a diventare una sorta di animatore, organizzatore, “veicolatore”, un misto tra assistente sociale e educatore che infine, con l’alternanza scuola-lavoro, accompagna i ragazzi nella sostituzione dell’istruzione con il lavoro, fino ai casi di sfruttamento che sempre più spesso si registrano. Mai si è parlato tanto di “inclusione”, ma mai come negli ultimi anni i diritti dei più deboli sono stati rimessi in causa.
Nell’ultimo periodo, finalmente, diverse voci di intellettuali, docenti universitari, insegnanti si sono levate con appelli e prese di posizione contro queste tendenze che sono certamente all’origine di molti problemi che la scuola e la società si trovano ad affrontare.

Pensiamo che sia urgente un momento di confronto e approfondimento che possa sfociare sul rilancio di iniziative in tutto il Paese.
Certamente non basterà abrogare la 107 per risolvere tutti i problemi, ma chi può pensare di affrontare le tante questioni poste se intanto non si fermano i gravissimi processi che questa legge ha innescato? Al contrario, l’abrogazione costituirebbe un punto di appoggio per chi si batte per una scuola che unisca la libertà culturale e d’insegnamento con un livello di istruzione alto per tutti.

Certi del vostro interesse, vi lanciamo dunque la proposta di realizzare questa conferenza e vi invitiamo a risponderci per cominciare a costruirla insieme.

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