Manfredi ribadisce: “L’università è sicura, nelle aule non ci sono contagi”

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”Le modalità utilizzate per ulteriori restrizioni sono su base regionale da parte del Comitato universitario regionale.  Ora è possibile che in alcune aree metropolitane ci sia un  passaggio tutto alla didattica online ma dipende dalle realtà locali, si è scelto di avere molta flessibilità”.

Lo spiega il ministro dell’Università e della Ricerca, Gaetano Manfredi,  in un’intervista a ‘La Stampa’.

“Il sistema però fin dall’inizio si è organizzato per essere pronto a qualsiasi situazione perché abbiamo adottato una modalità mista che permette di aumentare o diminuire la presenza in aula in base alla situazione pandemica”. 

”Il funzionamento dell’università è stato regolare – aggiunge Manfredi -. C’è stata una continuità dell’azione dall’inizio della  pandemia. Forse nel dibattito pubblico la discussione è più assorbita dai temi della scuola dove i problemi da risolvere creano maggiore pressione. Dalla fine della chiusura della scorsa primavera fino a metà ottobre era prevista la presenza del 50% degli studenti in aula con un sistema di prenotazioni che offriva ai ragazzi l’opportunità di scegliere come seguire. Nelle ultime settimane il numero di chi è in presenza è diminuito con l’aumento della crisi pandemica. Il sistema ha trovato però comunque un suo equilibrio”.

”Ci siamo organizzati in modo da permettere sempre lezioni in presenza quando ci sono attività di laboratorio e i risultati come numero di esami sostenuti e come laureati non mostrano cali rispetto all’anno scorso aggiunge Manfredi –. È chiaro che stiamo gestendo una situazione di emergenza e che bisogna riuscire a far emergere la migliore combinazione tra formazione e sicurezza sanitaria”.

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