Mancata intesa MIUR e Regioni su dimensionamento scolastico 2013/2014: critica la FLCGIL

di
ipsef

red – Ieri la notizia sul mancato accordo con le Regioni relativamente al dimensionamento scolastico a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n.147/2012 che riconsegna alle Regioni il diritto di decidere sulla rete delle istituzioni scolastiche

red – Ieri la notizia sul mancato accordo con le Regioni relativamente al dimensionamento scolastico a seguito della sentenza della Corte Costituzionale n.147/2012 che riconsegna alle Regioni il diritto di decidere sulla rete delle istituzioni scolastiche

Secondo quanto riferito dalla FLCGIL, "nel corso dell’incontro i rappresentanti del MIUR hanno ribadito quanto contenuto nella nota del 28 dicembre 2012 ovvero che, in assenza di intesa formale in sede di Conferenza Sato-Regioni ed Enti Locali per il prossimo anno scolastico, viene data indicazione agli uffici competenti di adottare un parametro medio di 900 alunni per istituto per la predisposizione del nuovo piano di dimensionamento."

Il MIUR nel corso dell’incontro ha evidenziato che tale parametro, alla luce della sentenza della Corte Costituzionale n.147/2012 e in assenza di intesa formale con la Conferenza, ha valore indicativo per cui ogni regione potrà valutare come meglio tenerne conto; ribadisce però che per effetto della mancata stipula dell’intesa rimane comunque in vigore la norma (comma 5 dell’art. 19 della legge n.111/2011 come modificata dalla legge 183/2011) che prevede la non assegnazione del dirigente scolastico e del DSGA titolare nei casi in cui la scuola non raggiunga i 600 alunni o i 400 in casi particolari. Infine non si esclude il rischio che sul provvedimento che dovrà tradurre sul piano normativo la soluzione sopra richiamata il Mef possa esprimere rilievi negativi determinando l’applicazione della clausola di salvaguardia che potrebbe comportare un ulteriore riduzione dell’organico di dirigenti scolastici e DSGA.

Secondo il sindacato, la mancata intesa tra Stato e Regioni è un fatto grave e inaccettabile perché ricade sulle scuole e sui lavoratori. "Anche per il prossimo anno infatti, – conclude il comunicato della FLCGIL – in assenza di norme chiare e condivise, si profilano soluzioni caotiche, contrastanti tra regione e regione, molto discutibili sul piano qualitativo oltre che giuridico e pertanto esposte a ricorsi volti ad annullarne gli effetti. A tutto ciò si aggiunge il fatto che, mentre Stato e Regioni si contrastano sul piano istituzionale senza raggiungere un accordo, contemporaneamente le famiglie sono chiamate a iscrivere a scuola i propri figli senza sapere quale sarà la configurazione della rete scolastica per il prossimo anno scolastico".

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