Mancano i prof: soluzioni creative per le supplenze

di Lalla
ipsef

red – A fare la supplenza ci va l’insegnante curricolare, e il collega di sostegno rimane in classe. Oppure le maestre vanno a supplire i colleghi della scuola media. E’ l’ultimo must delle supplenze: trovare la soluzione più originale e fantasiosa per limitare al minimo le spese, ma in realtà si fa finta che non ci sia un problema di gestione degli organici. E il ministero continua a promettere contributi.

red – A fare la supplenza ci va l’insegnante curricolare, e il collega di sostegno rimane in classe. Oppure le maestre vanno a supplire i colleghi della scuola media. E’ l’ultimo must delle supplenze: trovare la soluzione più originale e fantasiosa per limitare al minimo le spese, ma in realtà si fa finta che non ci sia un problema di gestione degli organici. E il ministero continua a promettere contributi.

Mancano gli insegnanti, e mancano i soldi per il pagamento delle supplenze, in maniera cronica. Mentre è in arrivo la circolare sul programma annuale per l’esercizio finanziario 2011, in cui il ministero destina una parte dei finanziamenti proprio alla copertura delle supplenze brevi (quelle il cui pagamento è a carico delle singole scuole), le scuole devono "arrangiarsi", escogitando dei metodi, per lo più approvati dai collegi dei docenti, per ovviare al problema di dover smistare gli alunni nelle altre classi in caso di assenza del docente titolare in quelle ore.

Ecco dunque che la soluzione più in voga sembra essere quella di destinare il docente curricolare alla supplenza, dal momento che l’attività didattica nella sua classe è assicurata dal docente di sostegno, che sulla base della legge 104/92, ne condivide la titolarità. Gli insegnanti di sostegno per anni sono stati destinatari di provvedimenti che li hanno costretti a svolgere il lavoro di supplente, e ci sono volute lotte delle associazioni professionali e perentorie note degli uffici scolastici regionali, per ristabilire la loro professionalità all’interno delle scuole. Professionalità che i docenti non hanno intenzione di perdere a causa della mancanza di risorse finanziarie. Piuttosto si trovi una soluzione che coinvolge tutti, e puntano i piedi, difendendo il loro diritto a rimanere nelle classi.

Formula che funziona? Ce ne renderemo conto alla fine dell’anno scolastico.

Ancora più fantasiosa l’idea del dirigente scolastico di un istituto scolastico di Bernate Ticino: "Quando si verifica l’assenza dei docenti della secondaria di primo grado senza che sia possibile la sostituzione  gli alunni saranno divisi equamente fra le classi con i docenti presenti della primaria e della secondaria".
Ma dal 21 ottobre il dirigente ha comunicato che saranno le maestre a spostarsi, durante le ore da utilizzare per le compresenze, per andare in classe dagli studenti più grandi.

Categorico a tal proposito Pippo Frisone, responsabile dell’ufficio vertenze di Flc Cgil "Quello che il preside sta facendo è del tutto illegittimo. Impugneremo tutti gli ordini di servizio che ha emanato. Anzitutto, spostando i docenti da un tipo di scuola all’atro calpesta il contratto di lavoro. E poi, cosa più importante, sottraendo le maestre alla scuola elementare interrompe i progetti didattici. Le insegnanti a disposizione dovrebbero essere impiegate per le cosiddette ore di "compresenza", caposaldo del modello didattico del tempo pieno".

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