Mancano gli spazi, scuola a Bologna riapre anche con la didattica a distanza

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L’Istituto tecnico commerciale statale di Casalecchio di Reno ‘Gaetano Salvemini’ ha comunicato ai genitori degli alunni che da lunedì la scuola riaprirà con una parte degli studenti in didattica a distanza. Lo fa sapere la Cgil che si dice “stupita”.

Anche perché la decisione non deriva dalla la situazione pandemica in senso stretto, ma per un numero di iscrizioni superiore alle previsioni e alla capienza dell’istituto stesso. Una situazione che, secondo la Cgil, era “ampiamente conosciuta da mesi e non risolta nei tempi previsti dell’apertura scolastica”.

La scuola è tristemente nota per la strage provocata da un aereo nel 1990: quando un velivolo dell’aeronautica militare si abbatté sull’istituto provocando dodici morti e numerosi feriti. Nel giorno del rientro in aula in presenza in tutta Italia, però, la scuola bolognese sarà una delle poche a conservare la dad, ovvero la formula delle lezioni a distanza che ha accompagnato i ragazzi per tutta la pandemia.

Per il sindacato soluzioni provvisorie e alternative alla Dad erano ampiamente praticabili, ma la scelta adottata è stata “ancora una volta la via più semplice e più penalizzante per gli studenti e le studentesse, che dopo due anni di scuola a distanza e a singhiozzo, si trovano ancora una volta confinati nelle proprie case a fare scuola davanti a un pc. La Dad utilizzata al di fuori dei decreti previsti in caso di emergenza pandemica è una scelta inaccettabile”, sottolinea la Cgil Bolognese.

Di conseguenza il sindacato chiede di trovare “una soluzione alternativa alla Dad”, individuando immediatamente altri spazi nel territorio, in grado di accogliere provvisoriamente gli studenti e il personale scolastico, affinché la scuola possa cominciare in presenza per tutti. “Per questo chiederemo urgentemente di essere convocati in città metropolitana dove da mesi abbiamo un tavolo dedicato al tema della riapertura della scuole”, fa sapere il sindacato. 

“Leggo con dispiacere alcune affermazioni rilasciate dalla Cgil, inerente la gestione da parte del Salvemini della carenza di spazi definita ‘inaccettabile’. La scelta della didattica a distanza turnata per un giorno alla settimana, su classi diverse, è dovuta all’impossibilità di accogliere nell’Istituto un numero di studenti superiore a quanto previsto dal certificato prevenzione incendi, confermato nella validità dal Comando dei vigili del fuoco e che prevede un affollamento massimo di 1280 studenti a fronte dei 1387 iscritti”.

Il dirigente scolastico dell’Itcs Salvemini di Casalecchio di Reno (Bologna), Carlo Braga, replica così a quanto denunciato dalla Cgil dopo aver saputo che lunedì la scuola riaprirà con una parte degli studenti Dad, a causa di “un numero di iscrizioni superiore alle previsioni e alla capienza dell’istituto stesso”.

“Si rimane stupiti se viene affermato che si può violare tale certificato unicamente per garantire l’accesso a tutti gli studenti – ha aggiunto il dirigente scolastico-, considerando prioritaria l’importanza della sicurezza in ambiente di lavoro e l’attenzione che il Salvemini ha posto su tale tema”. Braga sottolinea inoltre che da dieci anni segnala “il problema di carenza degli spazi in un Istituto notoriamente in forte crescita”.

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