Mancano gli insegnanti, soprattutto STEM, in tutta Italia: la soluzione non sono i concorsi a crocette. Lettera

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Inviata da Fabio Pilolli – Carissimi, Sono sempre io, docente di Matematica che ha superato il Concorso Ordinario 1999 per l’abilitazione all’insegnamento di Matematica nelle scuole superiori ed è entrato in ruolo 11 anni fa.

Mancano gli insegnanti, soprattutto delle materie tecniche (STEM come va di moda chiamarli adesso…) in tutta Italia, ma in alcune regioni in modo particolare.

Per cui è perfettamente inutile imbastire concorsi pubblici (che costano e fra l’altro così come sono concepiti sono di dubbia efficacia ai fini della valutazione dell’attitudine all’insegnamento…) per selezionare (a che pro? Ripeto: ne mancano…) docenti e poi farne vincere 2 (ma due di numero eh, non così per dire…) in tutta una regione, somministrando una prova a crocette su PC a centinaia di chilometri di distanza dalla residenza dei docenti (perché? Perché non sotto casa, trattandosi di una prova a crocette su PC? Per favorire le rinunce? Un altro errore: ripeto ancora, ne mancano…) con domande assurde, fra l’altro
senza neanche poter disporre di carta e penna per fare due conti (esattamente il contrario di ciò che dovrebbe insegnare un buon insegnante…) neanche dal giorno dopo dovessero essere assunti dalla NASA, perché vi assicuro che sfortunatamente la realtà è molto diversa, e vi invito a farvi un giro in qualsiasi scuola superiore d’Italia per verificarla di persona.

Poi cosa accade?
Che i DS sono disperati perché non trovano i docenti, non solo dalle graduatorie di prima e di seconda fascia, ma neanche dalle MAD (Messe A Disposizione) ed in alcuni casi sono costretti a reclutarli in altro modo, assumendo personale neolaureato o magari anche spingendosi verso chi ha una laurea triennale. Ora, col massimo rispetto per chi ha una laurea triennale, onestamente non mi pare che chi ha tale laurea possa essere ritenuto più meritevole (visto che ci tenete tanto a parlare di “merito”, tanto da aver rinominato il Ministero dell’Istruzione in Ministero dell’Istruzione e del Merito, cosa che
incidentalmente non condivido affatto…) di insegnare dei colleghi precari che magari hanno 3 anni (ma spesso anche 3 lustri o più…) di esperienza di insegnamento. Questi ultimi poi magari sono stati anche “forzati” ad essere impiegati nel Sostegno, pena il depennamento dalla graduatoria di insegnamento della loro materia (perché? A quale scopo? Capirei casomai il depennamento dalla graduatoria del Sostegno limitatamente a quell’anno scolastico, cosa caspita c’entra la graduatoria di materia?).

Un suggerimento: eliminate le GPS ed il pietoso algoritmo, che sono stati e continuano ad essere un danno per tutti, non solo per gli insegnanti, e almeno fate come si faceva una volta: PRIMA si fa la chiamata su materia, POI la chiamata su Sostegno. Non il contrario.

Questo fra l’altro consentirebbe di disporre di insegnanti di Sostegno realmente interessati e motivati a percorrere quella strada (e ce ne sono) e non “forzati” con la spada di Damocle del depennamento dalla graduatoria di materia (che, lo ripeto, non c’entra un fico secco…).
Altrimenti poi il rischio che si corre concretamente è quello di non disporre di insegnanti di materia (soprattutto per le materie STEM) per mesi, con manifesta lesione del diritto allo studio delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi.

Per concludere in bellezza poi, un’ultima chicca: il sottoscritto, ingegnere elettronico di ruolo da 11 anni in A26-Matematica, che naturalmente da precario è stato chiamato ad insegnare Matematica e Fisica (anche nella classe quinta di un liceo scientifico, fra l’altro…) non può insegnarla nel triennio di un liceo scientifico perché occorrerebbe l’abilitazione in A27-Matematica e Fisica; invece il collega precario, magari pescato nella migliore delle ipotesi dalle MAD, può farlo tranquillamente anche senza alcuna abilitazione, che invece al sottoscritto ora è richiesta (ma non lo era quando a sua volta era precario…).
Lo capite che la cosa non ha alcun senso, vero?

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