Mancano docenti ma non si permette ai laureati triennali di insegnare. Lettera

di redazione
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Domenico Baio – Spettabile redazione, mi permetto di segnalare quella che a me pare essere una anomalia alla quale, spero, si riesca a porre un accettabile rimedio, liberando il Paese da pastoie e pregiudizi medioevali.

Già in queste settimane non si sente ripetere altro che per l’apertura del prossimo anno scolastico mancano migliaia di docenti, in particolare di matematica e altre materie scientifiche.

In compenso abbiamo qualche migliaio di giovani con laurea triennale in matematica, fisica o chimica, sotto pagati e che faticano a trovare una degna collocazione, non avendo conseguito, a volte per scelta altre per necessità, la laurea c.d. specialistica.

Questi giovani, già nel primo biennio dei tre anni di corso triennale, studiano e hanno esami di geometria, analisi, fisica o chimica dal contenuto e peso certamente non meno ampio e complesso di quelli sostenuti, ad esempio, dagli ingegneri, con laurea magistrale o tradizionale quinquennale.

Eppure gli ingegneri possono insegnare matematica e fisica ai licei o agli istituti superiori e i laureati triennali di matematica e fisica o chimica no. Ci si chiede allora a che cavolo serva e perché sia stata introdotta la laurea triennale: per far perdere ai ragazzi il tempo necessario per redigere una tesi di laurea in più? Eppure, la laurea triennale ha valore legale e dà il titolo di “dottore”.

Inoltre, il biennio specialistico, es. di matematica o fisica, spessissimo riguarda argomenti e problematiche che sono anni luce lontani dai programmi delle scuole secondarie e superiori, il cui contenuto complessivo nel quinquennio (a seconda del tipo di istituto) non è sovente neppure vasto come i contenuti degli esami di analisi o fisica sostenuti nel primo semestre del primo anno nelle facoltà matematica o fisica.

Ciò non deve essere in nessun caso interpretato come una sottovalutazione o una “diminutio” dell’importanza e delle difficoltà delle altre facoltà universitarie che consento di insegnare materie scientifiche, cui va invece un sincero apprezzamento e la dovuta considerazione, ma si vuole solo evidenziare una ottusa incongruenza.

Se si eliminasse questo pacchiano ostacolo, molti giovani potrebbero accedere al lavoro e le scuole avere il personale docente (qualificato e motivato) necessario. Si potrebbe giustamente a tal fine chiedere loro di acquisire gli specifici crediti universitari necessari per l’insegnamento, cosa che son certo farebbero e supererebbero di slancio. Grazie per l’attenzione

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