Mamma schiaffeggia la figlia di 12 anni che ha inviato foto hot a un ragazzo: condannata a un anno e sette mesi

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Nella società attuale, dove i social media hanno preso piede come mai prima d’ora, ci troviamo di fronte a casi che sollevano questioni profonde riguardo la privacy, l’educazione e la protezione dei minori. Recentemente, una storia emersa sul Corriere della Sera ha acceso un dibattito acceso in tutta l’Italia.

E.B.C., una donna di 40 anni, ha scoperto che sua figlia di 12 anni aveva inviato foto in pose provocanti a un ragazzo sconosciuto di 19 anni su Instagram. Il genitore, mosso dalla rabbia, ha dato uno schiaffo alla giovane, causandole un graffio sul mento con una leggera perdita di sangue. Questo atto ha portato la donna davanti alla giustizia, dove è stata condannata a un anno e sette mesi di reclusione per maltrattamenti in famiglia dalla prima sezione penale del tribunale di Roma.

Tuttavia, ci sono molte sfaccettature in questa storia. Pare, infatti, che i maltrattamenti avrebbero avuto inizio già nel 2012, quando durante un controllo dei servizi sociali, la donna aveva rimproverato la figlia per non aver riordinato la casa. Inoltre, vi è la questione della responsabilità imposta alla giovane di occuparsi dei suoi fratelli minori e della nonna, data l’assenza della madre per lavoro.

L’avvocato difensore ha sollevato una domanda provocatoria durante il processo: “Ma davvero è possibile giudicare maltrattamento uno schiaffo dato alla figlia perché invia foto osé a uno sconosciuto?”. La questione pone in luce la sfida dell’essere genitore nell’era dei social media. Da una parte, vi è l’importanza di proteggere i propri figli dai pericoli online; dall’altra, l’importanza di gestire le reazioni emotive e le punizioni in modo appropriato e proporzionato.

L’imputata ha cresciuto i suoi tre figli da sola, affrontando le sfide di una genitorialità monoparentale in un mondo sempre più digitalizzato. Il Tribunale ha riconosciuto la complessità della situazione, sospendendo la pena e richiedendo un percorso di recupero per la donna.

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