Mamma pretende che maestra impedisca che figlio si faccia pipì addosso. “Difficile ormai fare il nostro lavoro”, “in 40 anni dequalificati e genitori maleducati”. I commenti

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Una giovane mamma è stata condannata per diffamazione e multata con 1000 euro dopo aver preso di mira la maestra di infanzia di suo figlio su facebook, accusandola di “rubare lo stipendio”. La madre era stata sottoposta a processo per aver offeso l’onorabilità e la reputazione della maestra di scuola dell’infanzia, affermando che avrebbe dovuto evitare che il figlio si facesse la pipì addosso. Una pretesa che poco ha a che fare con lo stipendio della maestra e più con poteri paranormali che non fanno parte del bagaglio di competenze di docenti.

Una vicenda che ha scatenato il commento sul nostro social.

Amare le esperienze raccontate, inframezzate da soddisfazione per la condanna e dispiacere per l’esigua somma di multa inflitta alla mamma. Un flusso di coscienza che evidenzia i sempre più difficili rapporti tra scuola-docenti e famiglia che in questi anni si sono deteriorati inevitabilmente. Almeno a leggere i commenti.

Quando leggo queste notizie – scrive Cescami ricordo il motivo per cui ho cambiato lavoro dopo 13 anni di insegnamento…e non tornerei mai indietro!Potrei scrivere un libro sugli episodi gravi commessi da genitori a molte colleghe e in diverse classi dove ho prestato servizio.” Mentre Milly pone l’accento su quello che è comunemente percepito, un cambiamento nei rapporti. Scrive, infatti, “Questo è il mio quarantesimo anno di insegnamento e progressivamente ho visto dequalificarsi il ruolo dell’ insegnante e i genitori farsi sempre più largo in modo eccessivo e spesso sbagliato, raggiungendo ,talvolta, picchi alti di maleducazione e tristemente spalleggiato in pieno da molti dirigenti scolastici per i quali IL GENITORE HA SEMPRE RAGIONE PERCHE PORTA NUMERI PER FORMARE LE CLASSI.

Risponde Silvana, “È molto difficile oggi fare il nostro lavoro… I genitori spesso non rispettano i ruoli e ci trattano come babysitter (senza nulla togliere alle babysitter) al loro servizio. Spesso non siamo neanche sostenute da dirigenti che sono quasi sempre dalla parte dei genitori che se ne approfittano. Siamo senza difese c’è poco da fare

Paola, invece, commenta mostrando la sua empatia nei confronti della maestra che ha subito le offese, “Oltre all’aspetto processuale, è importante sottolineare il rammarico per chi ha vissuto questa esperienza e ha dovuto fare affidamento sulla giustizia per difendersi dagli attacchi ricevuti online. I docenti ,ahimè, non sono più tutelati dai propri capi di istituto, dai colleghi e meno che mai dai sindacati. Stiamo diventando lo zerbino della società.

Sì, perché l’aspetto processuale ha in predominanza interessato i nostri utenti. Ad esempio, Marty dice, “Dovrebbe accadere più spesso. La denuncia per Diffamazione, intendo!”, mentre Nancy chiede di rincarare la dose contro la mamma condannata, “Troppo poco . Avrei aggiunto sei mesi di servizio nella Scuola dell’Infanzia come supporto alle maestre.” Stessa lunghezza d’onda per MarilenaCosa sono 1000 euro rispetto alla dignità umana e professionale vilipesa? Nulla. Abbiamo bisogno di rispetto quello che viene non dalla eventuale punizione ma dal riconoscimento sincero ed obiettivo nei confronti nostri come esseri umani e professionisti!

Annamaria punta il dito contro l’ingerenza dei genitori che negli anni hanno cercato di togliere terreno agli insegnanti, “Ormai ci sono troppi genitori che sono diventati a parer loro psicologi, pedagogisti, insegnanti e all’occorrenza anche medici”, e Catia rincara “Non sanno fare i genitori e si permettono di giudicare il lavoro delle insegnanti

Maria se la prende con noi, ci sta sempre un attacco alla testata, “Troppo poco (si riferisce ai mille euro, ndr). E poi Orizzonte scuola, ancora e sempre con questo “asilo”. Mah”. Critica che non abbiamo compreso fino in fondo, a proposito di ingerenze inopportune, ma cercheremo di impegnarci di più.

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