Mamma contro i troppi compiti a casa, Ancodis: “Non possiamo più tollerare offese gratuite. Dasco per alunni e genitori violenti”

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“Non possiamo più tollerare offese gratuite, umiliazioni professionali, azioni verbali e fisiche violente”: lo scrive Ancodis in una nota commentando la vicenda di una mamma che, esausta per i troppi compiti assegnati al figlio, ha condiviso nei giorni scorsi un video su Tik Tok in cui si scagliava contro i docenti.

La mamma si è poi scusata in tv e ha proposto un bonus doposcuola che coinvolga i precari della scuola.

Ancodis ha presentato ai rappresentanti delle istituzioni, alla Commissione cultura del Senato, una proposta concreta contro la violenza verbale e fisica da parte di alunni e genitori nei confronti del personale scolastico e dei beni.

I docenti, in particolare – scrive Rosino Cicero, presidente Ancodis -, sembrano essere diventati ormai da alcuni anni l’anello debole del sistema scolastico: alunni e genitori ormai non ne riconosco più il ruolo sociale e, in ciascun anno scolastico,
registriamo azioni verbali violente, intimidazioni, fino ad arrivare alle violenze fisiche. Dobbiamo porre un freno a tutto questo degrado!

Non possiamo continuare a parlare di scuola quale luogo di formazione e di educazione e poi registrare quotidianamente oltraggi e volgari attacchi all’Istituzione ed ai suoi operatori (collaboratori scolastici, docenti, Collaboratori dei Ds).
Sembra ormai essere diventata una “normalità” sentire/leggere attraverso gli organi di stampa o canali social il ripetersi di violenze fisiche o intimidazioni verso docenti che appaiono deboli, impotenti e indifesi di fronte ad alunni e genitori che ritengono di affrontare e risolvere le situazioni problematiche con la violenza piuttosto che con la forza del confronto e del dialogo“.

La proposta di Ancodis mette al centro sia la tutela di chi – nei diversi ruoli – presta il proprio servizio in favore dei bambini, dei ragazzi, degli adolescenti sia dell’Istituzione stessa con l’obiettivo di provare ad alzare un argine alla crescente sensazione di insicurezza e dare un segnale di massima attenzione a livello giuridico:

a) Prevedere l’aggravante per il reato di oltraggio a pubblico ufficiale nella scuola proprio per la sua specificità (luogo di formazione e di educazione) e per la presenza di minori (spesso queste aggressioni avvengono in presenza di minori che subiscono turbamenti psicologici);

b) Risarcire il docente vittima di aggressione fisica – sulla base dei danni biologico e morale rilevati – con una specifica indennità economica ed un riconoscimento giuridico da valere nella progressione di carriera;

c) Risarcire l’Istituzione Scolastica – anch’essa vittima dell’aggressione – sulla base del danno cagionato alla sua immagine;

d) Determinare una forma di “D.A.SCO.” (Divieto di Accesso alle manifestazioni SCOlastiche) temporaneo per alunni e permanente per i genitori violenti a tutela della serenità dell’ambiente scolastico;

e) Obbligare alla costituzione di parte civile per legge del MIUR e dell’Istituzione Scolastica in sede di processo penale;

f) Prevedere – nel caso di gravi violenze verbali da parte di un alunno – il temporaneo affidamento ad Enti di volontariato riconosciuti e presenti nel territorio per favorire un processo di riflessione e di recupero educativo;

g) Recuperare e dare la necessaria importanza alla “culpa in educando”;

h) Istituire una giornata nazionale contro ogni forma di violenza verso le scuole e gli operatori (furti e danni ed aggressioni fisiche e verbali);

i) Convocare urgentemente una conferenza nazionale della Scuola per discutere le opportune soluzioni (preventive e difensive) al fine di fronteggiare una vera e propria emergenza sociale (la scuola
teatro di violenze fisiche e psicologiche).

Il patto educativo con i genitori è fondamentale: quali principali responsabili dell’educazione dei loro figli, il loro coinvolgimento nel processo di prevenzione deve essere rigenerato!
Occorre, dunque, squarciare il velo su un tema complesso – con aspetti a volte tragici – che riguarda la credibilità delle Istituzioni a tutti i livelli, interessa il futuro delle prossime generazioni e che, se sottovalutato, potrebbe minare le basi per un sereno progresso sociale e culturale del nostro paese. Non possiamo più aspettare: si rischia una deriva sociale che toglie dignità ai docenti, sottrae autorevolezza alle istituzioni scolastiche, favorisce il misconoscimento del valore educativo del sistema scolastico italiano” conclude Cicero.

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