Mamma cambia scuola alla figlia di 7 anni: “Bullismo, ceto sociale e mamme di alunni maleducate e invadenti”

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Una bambina di soli 7 anni è stata costretta a lasciare la scuola primaria che frequentava a Sora a causa delle continue vessazioni subite da un compagno di classe.

Tale triste evento si è verificato in un istituto scolastico, dove la giovane studentessa affrontava quotidianamente discriminazioni e aggressioni fisiche, una realtà che nessun bambino dovrebbe mai sperimentare.

Il trasferimento, decisione estrema ma ritenuta necessaria dalla madre della vittima, sottolinea l’incapacità del sistema scolastico di affrontare adeguatamente e tempestivamente il fenomeno del bullismo, lasciando le famiglie in una posizione di disperazione e isolamento. La madre dell’alunna, in una mossa disperata per proteggere la figlia, ha documentato le ragioni del trasferimento, citando “bullismo, ceto sociale e mamme di alunni maleducate e invadenti” come fattori chiave dietro la sua decisione.

Come segnala Il Messaggero, vicenda solleva preoccupazioni significative riguardo la sensibilità e la reattività degli ambienti scolastici di fronte a situazioni di bullismo. Nonostante i ripetuti appelli alla direzione e agli insegnanti per un intervento, la famiglia ha incontrato una mancanza di azioni concrete per proteggere la bambina, evidenziando una pericolosa sottovalutazione del problema.

La situazione ha raggiunto il suo apice quando, in occasione di una riunione scolastica, la madre della vittima non è stata neanche invitata, un gesto che ha ulteriormente isolato la bambina e la sua famiglia, proteggendo implicitamente l’aggressore.  Tale atto di esclusione non fa che aggravare il senso di ingiustizia e solitudine provato dalle vittime di bullismo e dalle loro famiglie.

Il silenzio degli organi scolastici di fronte a richieste di commento su questa vicenda è altrettanto preoccupante, poiché dimostra una mancanza di trasparenza e responsabilità nel gestire casi di bullismo, lasciando spazio a dubbi sulla loro dedizione alla sicurezza e al benessere degli studenti.

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