Maltrattamenti bambini: maestre sono mostri, serve prevenzione. Lettera

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Inviato da Antonella Currò – Il lavoro dell’insegnante è diventato particolarmente stressante da quando sono aumentati fenomeni come classi pollaio, infrastrutture e strumenti deficitari, aumento dei casi di disagio, invadenza delle famiglie, perdita di autorevolezza e prestigio, pressione burocratica crescente e solitudine reale o percepita come senso d’abbandono da parte dei dirigenti e delle autorità..il tutto condito con retribuzioni degradanti e assenza di gratificazioni meritocratiche.

In questo quadro desolante si innestano i recenti e reiterati casi di violenza sui bambini da parte di maestre soprattutto del settore Infanzia, quello secondo me più usurante in assoluto.

Premesso che nessuno può e deve giustificare atti violenti credo che però alcune domande bisognerebbe porsele dal momento che è difficile credere che si stia diffondendo improvvisamente un’epidemia di violenza gratuita così contagiosa da impestare scuole di tutta Italia…le maestre non sono come le balene che improvvisamente e misteriosamente impazziscono e si spiaggiano, le maestre sono esseri umani come gli altri, con figli da crescere, genitori anziani da accudire, malattie da curare, pensieri, problemi, nottate insonni e giornate storte da raddrizzare.

Poi, udite udite, anche le maestre invecchiano e vedono scemare entusiasmo ed energie, memoria e resistenza, ma i 30 bambini urlanti sono ancora lì e pretendono le stesse attenzioni e la stessa forza di quando avevi 30 anni, anzi di più perchè devi aggiornarti per stare al passo coi tempi e non apparire loro come un dinosauro.

Allora può succedere che un giorno ti alzi e non ce la fai più ad indossare grembiule e sorriso e fare finta di niente, succede che un giorno mentre guidi verso la scuola ti viene voglia di girare la macchina e fuggire lontano, succede che le voci gioiose dei bambini ti sembrano sirene laceranti, che il loro pianto ti manda in tilt il cervello e le loro richieste esigerebbero che tu ti sdoppiassi o ti triplicassi…succede semplicemente che non ce la fai più, come nessuna sessantenne o oltre ce la farebbe a gestire contemporaneamente per ore 25 nipotini e allora o vai in depressione e ti spegni o la tua testa sbrocca e non risponde più ai comandi.

Tutto ciò non succede in un giorno e bisognerebbe cogliere ed interpretare precocemente i primi segnali e prevenire piuttosto che giudicare e condannare sbattendo il mostro in prima pagina quando ormai il danno è fatto.

Rendere la scuola un luogo vivibile, formare classi dal numero umanamente gestibile, creare team di docenti con funzioni di sostegno e controllo, affiancare i docenti con figure professionali in grado di cogliere i primi segni di disagio e soprattutto abbassare l’età pensionabile per uno dei lavori più usuranti in assoluto.

Le telecamere??? Dubito che possano impedire ad una maestra di impazzire…al massimo filmeranno un reality su un’agonia .

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