I mali della scuola sono frutto della carenza di “relazione educativa”

di Giulia Boffa
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Un articolo a firma Alessandro D’Avenia pone molto bene l’accento sui problemi della scuola, partendo dall’analizzare quello di mancanza di relazione educativa.

Secondo l’autore, questa mancanza, che trascura la “fioritura di talenti”, porta alla dispersione scolastica a causa della noia, del disinteresse e della repulsione, scrive.

Altra conseguenza è il proliferare delle lezioni private, che dimostrano che la didattica in classe non basta, non funziona perché manca appunto la relazione educativa. Il ricorrere a lezioni private o a scuole private, che danno un servizio più “personale”, fa capire che la scuola non è un ascensore sociale. che dà a tutti le stesse opportunità, ricchi e poveri. Inoltre nella scuola conta più la prestazione che la presenza, da qui il proliferare di diplomifici, il prodotto titolo e non la vera istruzione.

La scuola invece è diventata un “ammortizzatore sociale” buona da tirare fuori nelle campagne elettorali, dice D’Avenia.

Nel nostro sistema educativo manca anche un orientamento serio, che davvero indichi le prospettive in base al talento e alla vocazione: questo succede soprattutto alla fine delle superiori.

Ciò che è invece positivo è che nella scuola esistono dirigenti e docenti che curano i tre ambiti della relazione educativa “amare e conoscere ciò che insegno, come lo insegno, a chi lo insegno”, ma sono un’eccezione, a volte incompresa, mentre dovrebbero essere la normalità.

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