Malattia, il licenziamento è nullo se il lavoratore non ha superato il periodo di comporto. Sentenza

di redazione
ipsef

item-thumbnail

Un lavoratore che si trova in malattia non può essere licenziato,  se non al termine del periodo di comporto, ossia il periodo entro cui è prevista la conservazione del posto di lavoro. In tal caso, il licenziamento è nullo. 

Lo ha stabilito, come riferisce PensioniOggi.it, una sentenza delle sezioni unite della Corte di Cassazione.

Il fatto

La Corte si è espressa in merito ad una questione riguardante un lavoratore sardo, il cui datore di lavoro gli aveva intimato il licenziamento a causa del perdurante stato di malattia prima però dell’esaurimento del periodo di comporto.

La decisione

Il licenziamo, nel succitato caso, è nullo in quanto non era stato ancora superato il periodo di comporto

Ammettere come valido (sebbene momentaneamente inefficace) – proseguono i giudici – il licenziamento intimato ancor prima che le assenze del lavoratore abbiano esaurito il periodo massimo di comporto significherebbe consentire un licenziamento che, all’atto della sua intimazione, è ancora sprovvisto di giusta causa o giustificato motivo e non è sussumibile in altra autonoma fattispecie legittimante”.

Per il periodo di comporto a scuola leggi  Assenze per malattia: quali escluse dal conteggio, trattenuta fino ai 10 giorni, esenzioni dalle visite fiscali. Scheda aggiornata per Segreterie scolastiche, docenti e ATA

Versione stampabile
Argomenti:
anief anief
soloformazione