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Malattia e visita fiscale: come modificare l’indirizzo di reperibilità?

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Quando si è in malattia, c’è la possibilità di indicare un indirizzo diverso da quello di residenza per la reperibilità in caso di visita medica, ecco come fare.

 Dal primo settembre 2017, l’INPS è l’unico ente che si occupa delle visite mediche sia nel settore pubblico che in quello privato. Cosa fare quando si è in malattia e occorre comunicare la propria reperibilità a un indirizzo diverso da quello di residenza? E’ il caso del lettore che ci domanda:

Sono un dipendente nel settore privato e vi contatto per un dubbio sulla visita fiscale quando non ci si trova nel proprio domicilio. Stavo effettuando delle ricerche su come comunicare un indirizzo all’INPS/datore di lavoro per visita fiscale e ho trovato il vostro articolo 

https://www.orizzontescuola.it/malattia-si-puo-trascorrere-in-una-abitazione-diversa-dalla-propria/

Nella spiegazione, avvisa di comunicare all’INPS “qualche giorno prima” quale sarà il nuovo indirizzo. Ecco, nel mio caso la dinamica è un po’ più veloce ed imprevista. Mia moglie risiede infatti a Milano, mentre io sono domiciliato e residente a Treviso. Avendo io un contratto che prevede il lavoro agile, mi capita spesso di fermarmi a Milano per lavorare da casa. In questo frangente però mi trovo ad affrontare un breve periodo di malattia per un’influenza, ma non il tempo di “un paio di giorni” per comunicare con anticipo il nuovo indirizzo all’INPS. Quali opzioni? Immagino che le opzioni possibili siano il contact Center o PEC, ma chi mi garantisce immediata presa visione? Vorrei scongiurare problemi burocratici per tempi tecnici di comunicazione. Grazie per un chiarimento, se possibile

Come comunicare all’Inps il cambio di indirizzo per la reperibilità

Il medico può segnalare, direttamente nel certificato, l’esonero dalla reperibilità, secondo le regole fissate dall’Inps con la Circolare numero 95/2016. È comunque prevista la possibilità di disporre una visita di controllo quando non si è presenti alla visita fiscale, ma previo appuntamento. 

Quando un dipendente ha necessità di spostarsi, o quando l’evento di malattia capita in occasioni in cui non si trova nella propria residenza, come nel suo caso,  può comunque comunicare all’ente il nuovo indirizzo. Infatti l’INPS ha introdotto un nuovo servizio telematico per comunicare il cambio di indirizzo di reperibilità da parte del lavoratore. 

Il nuovo strumento per comunicare la variazione dell’indirizzo di reperibilità (rispetto a quello indicato in precedenza) offre un’immediatezza e una tracciabilità dell’informazione che non si poteva avere con i vecchi strumenti. Tra l’altro, il servizio, attivo dal 2020, restituisce anche al lavoratore la certezza che l’Inps abbia ricevuto la sua comunicazione di variazione domiciliare .

Questo nuovo strumento va a sostituire tutte le modalità di comunicazione della variazione di indirizzo, come email, Pec o comunicazione tramite Contact center. Ovviamente queste modalità rimangono valide solo nel caso di indisponibilità del servizio telematico.

Come si accede allo “Sportello al cittadino per VMC”

Lo sportello al cittadino per Visite Mediche Controllo (VMC) è accessibile dal sito dell’Inps dopo autenticazione con le proprie credenziali (Spid, Cie o Cns) attraverso la sezione “Servizi Online” e, poi, “Sportello al cittadino per VMC”.

Attraverso il servizio è possibile comunicar la diversa reperibilità rispetto a quella indicata nel certificato di malattia attraverso la sezione “Indirizzo reperibilità ai fini delle visite mediche di controllo”.

Se questo servizio è destinato ai lavoratori privati indennizzati, che hanno l’onere di comunicare all’Inps qualsiasi variazione sulla reperibilità, per i dipendenti pubblici la normativa vigente prevede che la comunicazione di cambio di indirizzo durante il periodo di prognosi vada effettuata alla sua Amministrazione di appartenenza (che a sua volta fornirà il dato all’Inps)

Nella circolare Inps che ha introdotto la novità, infatti, si legge che:

“Lavoratori pubblici afferenti al Polo unico

Per i lavoratori pubblici, invece, la normativa vigente (cfr. l’articolo 6 del D.P.C.M. 17 ottobre 2017, n. 206) prevede che il dipendente comunichi preventivamente alla sua Amministrazione di appartenenza l’eventuale variazione dell’indirizzo di reperibilità, durante il periodo di prognosi. L’Amministrazione è tenuta a fornire quindi il dato all’INPS per l’effettuazione delle VMC datoriali e d’ufficio (in caso di lavoratore rientrante nell’ambito di applicazione dell’articolo 18 del D.lgs 25 maggio 2017, n. 75, rubricato “Polo unico per le visite fiscali”, che ha modificato l’articolo 55-septies del D.lgs 30 marzo 2001, n. 165).

La disponibilità all’utilizzo del nuovo servizio anche per il lavoratore pubblico ha lo scopo di ottimizzare il flusso comunicativo e offrire, come già chiarito in premessa, maggiori garanzie di correttezza e tempestività dell’informazione per l’esecuzione delle VMC.

Il servizio non deve, invece, essere utilizzato dai lavoratori pubblici per gli adempimenti di cui all’articolo 55-septies, comma 5-bis, del D.lgs n. 165/2001, come modificato dall’articolo18, comma 1, lett. d), del citato D.lgs n. 75/2017, relativi alla comunicazione del solo allontanamento temporaneo dal proprio domicilio di reperibilità, per terapie, visite mediche, accertamenti sanitari o per gli altri giustificati motivi. In tali fattispecie, infatti, non si configura un cambio del domicilio di reperibilità ma un semplice allontanamento dal proprio domicilio che rimane” invece confermato.

Fermo restando, quindi, che il dipendente pubblico se vuole può comunicare all’Inps la variazione di indirizzo per la reperibilità, resta l’obbligo di fornire la comunicazione all’amministrazione di appartenenza.

 

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