Malala: un bambino, un insegnante e un libro possono cambiare il mondo

di Giulia Boffa
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Red – Malala Yousafzai, adolescente pakistana che a ottobre scorso è stata ferita da un colpo di pistola alla testa mentre era sul pullman che la riportava a casa da scuola ha tenuto un discorso alle Nazioni Unite nel giorno del suo 16esimo compleanno.

Red – Malala Yousafzai, adolescente pakistana che a ottobre scorso è stata ferita da un colpo di pistola alla testa mentre era sul pullman che la riportava a casa da scuola ha tenuto un discorso alle Nazioni Unite nel giorno del suo 16esimo compleanno.

E’ la persona più giovane mai candidata al Premio Nobel per la Pace. Nata nel 1997, è divenuta celebre per il suo impegno nella lotta per i diritti civili delle donne nella valle dello Swat, una zona del Pakistan soffocata dal controllo degli estremisti islamici. Per lo stesso impegno è stata vittima di un attentato.

Malala ha perdonato il suo aggressore e ricordato con voce sicura la necessità di impegnarsi per la causa che porta avanti da anni, quella dell’accesso allo studio per i tanti bambini che vivono in condizioni precarie.

Consapevole che dal silenzio nel quale pensavano di averla rinchiusa “sono uscite milioni di voci”, ha espresso un messaggio di tolleranza, ma anche di fermezza, diretto ai “dirigenti mondiali per cambiare la strategia politica e promuovere la pace e la prosperità”, ma anche direttamente alle sue coetanee del mondo, che incoraggia a "essere coraggiose e a trovare in se stesse la forza di realizzare tutto il proprio potenziale"

Ha raccontato la sua esperienza nell’autobiografia "I am Malala" ed  è sostenuta da organizzazioni come Change.org, personalità politiche internazionali e star come Angelina Jolie e Madonna.

"Sono qui – ha detto al quartier generale Onu di New York – per parlare a favore del diritto all’istruzione per ogni bambino".

"Un bambino, un insegnante e un libro possono cambiare il mondo. Impugniamo i nostri libri e le nostre penne, che sono loro le nostre armi più potenti – ha aggiunto, parlando ad alcune centinaia di studenti presenti all’Assemblea – Il 9 ottobre mi hanno sparato al lato sinistro della testa e pensavano che le pallottole potessero zittirmi. Ma non ci sono riusciti".

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