Make school not war: gli studenti della Rete sanno cosa vogliono

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 Giulia Boffa – Gli studenti della Rete degli Studenti Medi si sono organizzati sul web e, al grido di "Make school not war" hanno inscenato un flash mob davanti alle scuole di tutta Italia.

 Giulia Boffa – Gli studenti della Rete degli Studenti Medi si sono organizzati sul web e, al grido di "Make school not war" hanno inscenato un flash mob davanti alle scuole di tutta Italia.

Si sono presentati il primo giorno di scuola con due carrelli della spesa: uno contenente gli investimenti che servirebbero all’Italia, gli investimenti sulla scuola, sull’istruzione, sull’università, sulla ricerca, l’altro quelle che sarebbero le priorità di spesa del governo, armi, e guerra.
 
A Napoli erano presenti anche striscioni con scritte come "Vendesi" e "Non ci avrete mai come volete voi" contro il processo di privatizzazione della scuola pubblica.
 
Le richieste dei ragazzi dell’UDS sono abbastanze chiare e vanno dall’eliminazione delle classi pollaio, al caro libri e ai costi della scuola intesi come mense e trasporti, dalla critica al sistema didattico fra i più arretrati in Europa alla mancanza di fondi per i laboratori. Chiedono più qualità e investimenti, i pc promessi dal ministro non bastano, e se è una questione di soldi, si definiscano bene quali sono le priorità per il futuro del Paese, visto che le spese militari, denunciano, aumenteranno di 12 miliardi di euro nei prossimi 2 anni. 
 
Gli studenti continueranno a mobilitarsi anche nei prossimi giorni, l’obiettivo è la realizzazione di Consultazioni Studentesche Regionali con tante adesioni anche da parte di altre associazioni studentesche.

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