Di Maio, vice presidente Camera: “Esigenze famiglie inascoltate, non c’è coraggio in questa riforma”

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"Non c'è il coraggio in questa riforma della scuola. Poi vedremo i regolamenti attuativi". A dirlo è Luigi Di Maio, vice presidente della Camera dei Deputati, a margine di un incontro con i giurati del Giffoni Film Festival.

"Non c'è il coraggio in questa riforma della scuola. Poi vedremo i regolamenti attuativi". A dirlo è Luigi Di Maio, vice presidente della Camera dei Deputati, a margine di un incontro con i giurati del Giffoni Film Festival.

"Tre, secondo me, le priorità indicate dalle famiglie: la prima che non cambi l'insegnante ogni sei mesi; la seconda che la scuola non cada in testa ai propri figli e quindi importanza dell'edilizia scolastica e la terza che il figlio faccia lezione in una classe di venti e non trenta alunni".

"Quello che purtroppo non abbiamo ancora colto – ha aggiunto – e neanche il Governo Renzi ha fatto, è quali sono le priorità delle famiglie italiane. La scuola pubblica deve essere finanziata dallo Stato. Altra cosa la formazione. Anche la formazione dei docenti e del personale su quelle che sono le nuove innovazioni".

"Non mi sembra – ha sottolineato il vice presidente della Camera – che vi sia la volontà di affrontare le priorità delle famiglie. Si è dovuto prendere atto di una sentenza della Corte Europea e, goffamente, la si è applicata. Ma scuola deve andare a braccetto con l'impresa. Questo non vuol dire che il privato debba mettere i soldi nella scuola, bensì che il privato spieghi all'università e alla scuola cosa gli serve e di che figura gli serve"

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