Di Maio (M5S): dobbiamo investire di più nell’istruzione, la scuola non è un bancomat per gli sprechi

“E’ fondamentale rimettere al centro della nostra società il valore dell’insegnamento”.

“Per fare questo vogliamo portare gli investimenti per la scuola ai valori europei: oltre il 10% dei nostri investimenti deve andare verso la scuola”. “Oggi siamo il fanalino di coda”, “perché in tutti questi anni la scuola, alla pari della sanità, è stata utilizzata come bancomat per finanziare sprechi, privilegi, bonus elettorale, che poi hanno fatto perdere le elezioni. Renzi si è giocato la sua carriera politica sulla scuola”. Lo ha detto il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, in apertura del convegno su scuola e valutazione promosso alla Camera dal Movimento 5 stelle.

L’obiettivo del M5s, ha sottolineato Di Maio, è “creare un programma su scuola, università e ricerca condiviso e chiaro”.
Da qui l’incontro di oggi con esperti (“a cui seguiranno altri”) e l’avvio di una consultazione sul blog del Movimento. “Da lunedì – ha spiegato la deputata Silvia Chimienti – si discuteranno le proposte sul programma istruzione. Cinque esperti (un dirigente scolastico, due insegnanti di scuola superiore, un professore universitario e un costituzionalista) tratteranno temi centrali per l’istruzione e tutti gli iscritti potranno esprimersi sulla priorità degli interventi”.

Intanto oggi si è parlato di valutazione: il bonus premiale per i docenti e la card da 500 euro, introdotti con la “Buona scuola”, ha detto Chimienti, “non sono la strada giusta per promuovere quello spirito cooperativo e sinergico che tutti riconoscono come il presupposto imprescindibile per il successo di qualsiasi intervento formativo”. “Renzi è entrato come un elefante nella scuola – ha aggiunto il coordinatore nazionale della Gilda degli Insegnanti, Rino Di Meglio – la legge 107 è una violazione dei valori costituzionali. Il bonus al merito degli insegnanti è uno spreco di denaro, non è così che si valuta il merito”. “La questione della valutazione – ha concluso il segretario nazionale Unicobas, Stefano D’Errico – va affrontata a partire dalla cultura dell’autovalutazione, la scuola è una comunità educante e il concetto di valutazione deve partire dalla spinta al miglioramento collettivo”. La valutazione “non ha a che fare con i bonus premiali o con la ‘Buona scuola’ di Renzi, ma ha senso se, oltre all’autovalutazione, intervengono elementi terzi.”

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