“Mai più casì come quello di The Bordeline”. Pugno di ferro del governo: fino a 5 anni di carcere per l’istigazione sul web

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Il governo sta valutando un nuovo reato per penalizzare chiunque, indipendentemente dall’età, “esalti condotte illegali” o “istighi alla violenza” attraverso video sui social media, contribuendo alla monetizzazione delle piattaforme digitali.

Tale mossa viene in risposta a recenti tragedie come quella del piccolo Manuel a Roma, con l’obiettivo di evitare la ripetizione di simili incidenti.

Il disegno di legge “anti-baby gang”, promosso dalla Lega e attualmente in discussione in Commissione Giustizia al Senato, potrebbe servire da base per tale provvedimento. La legge, secondo il Guardasigilli Carlo Nordio, dovrebbe essere parte integrante della “Fase 2” della sua riforma, prevista per la fine di quest’anno.

Andrea Ostellari, sottosegretario della Lega, segnala Il Messaggero, ha detto che il disegno di legge è stato concepito per contrastare “un fenomeno emergente” che vede minorenni istigare alla violenza o a commettere reati attraverso i canali digitali. In seguito alla recente tragedia di Roma e all’esaltazione di sfide estreme su Internet, la legge potrebbe estendere la sua portata anche a tutte le condotte illegali che vengono registrate e glorificate sui social media, anche da adulti.

Questa mossa potrebbe portare a una modifica dell’articolo 414 del codice penale per includere una nuova fattispecie di reato: l’istigazione a delinquere e l’apologia attraverso strumenti digitali. Le pene previste varieranno da uno a cinque anni per tutti, sia minori che adulti. L’obiettivo, secondo Ostellari, è prevenire l'”effetto moda” generato da chi compie bravate sul web.

In considerazione della crescente tendenza all’emulazione di comportamenti illegali o pericolosi tra minorenni e giovani adulti, è stata recentemente presentata alla Camera una proposta legislativa da parte del gruppo parlamentare di Azione-Italia Viva. Questa proposta mira a regolare severamente l’accesso a Facebook, Instagram, TikTok e altre piattaforme per i minori di 13 anni, consentendolo solo con il consenso dei genitori per gli utenti tra i 13 e i 15 anni.

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