Argomenti Guide

Tutti gli argomenti

Maggiorazione sociale, di cosa si tratta e come funziona l’incremento di pensione

WhatsApp
Telegram

A determinate condizioni e per determinati pensionati l’Inps eroga la maggiorazione sociale. In pratica, un particolare incremento della pensione spettante a soggetti che hanno almeno 60 anni di età e che hanno determinate condizioni reddituali.

La maggiorazione sociale è una particolare misura che interessa da vicino molti pensionati ma che pochi conoscono per davvero. Infatti si tratta di una somma aggiuntiva che viene versata dall’Inps a determinati pensionati.

Per sapere se la propria pensione gode di questo emolumento aggiuntivo l’unica via è il modello Obis/M, cioè quella che può essere considerata a tutti gli effetti la busta paga del pensionato. Infatti con questo modello, ormai recuperabile solo on line dal sito dell’Inps tramite Patronato o tramite le proprie credenziali Spid, Cie o Cns, si possono controllare tutte le voci attive e passive della propria pensione.

La maggiorazione sociale è una voce attiva del proprio trattamento pensionistico. Ma di cosa si tratta davvero e quali sono i pensionati che ne beneficiano?

La maggiorazione sociale Inps, di cosa si tratta?

La maggiorazione sociale altro non è che una somma aggiuntiva sulla pensione liquidata ad un pensionato. Nello specifico questa maggiorazione sociale è appannaggio di pensionati che hanno già 60 anni di età e che hanno condizioni reddituali non elevate.

In altri termini, pensionati con 60 o più anni di età e disagiati o svantaggiati economicamente. Non ci sono particolari vincoli di incompatibilità della maggiorazione sociale perché essa viene assegnata al pensionato che rispetta le condizioni utili alla sua fruizione, a prescindere che lo stesso sia destinatario di altre somme aggiuntive sul trattamento pensionistico come possono essere le integrazioni al trattamento minimo.

La maggiorazione riguarda tutti i pensionati titolari di prestazione a carico dell’Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) o delle forme esclusive e sostitutive sempre dell’AGO. Anche i lavoratori autonomi, o meglio, i pensionati da lavoro autonomo possono avere diritto a questo particolare trattamento.

La maggiorazione sociale inoltre, può essere applicata in aggiunta anche ai trattamenti assistenziali erogati dall’Inps, come l’assegno sociale per esempio, oppure come le prestazioni destinate agli invalidi.

Maggiorazioni sociali, gli importi

La maggiorazione sociale è una misura che è stata introdotta con la legge n° 544 del 1988 (articolo 1 legge 544/1988). Dopo il suo ingresso, la maggiorazione sociale ha avuto numerosi interventi normativi, tutti atti a rendere più dignitose pensioni basse e appannaggio di soggetti con redditi altrettanto bassi.

Basti ricordare ciò che è accaduto con la legge n° 448 del 2001 quando fu introdotto il famoso incremento al milione. In base ai dettami normativi, la maggiorazione sociale interessa, come già detto, i  titolari di pensione a carico:

  •     Dell’assicurazione generale obbligatoria per l’invalidità, la vecchiaia ed i superstiti dei lavoratori dipendenti;
  •          Della gestione speciale per i lavoratori delle miniere, cave e torbiere;
  •          Delle gestioni che riguardano i coltivatori diretti, i mezzadri e i coloni;
  •          Delle gestioni che riguardano gli artigiani e i commercianti;
  •          Delle forme esclusive e sostitutive dell’assicurazione generale obbligatoria.

La maggiorazione quindi, può essere spettante sia per i pensionati da lavoro autonomo che per i pensionati da lavoro dipendente, tanto privato che pubblico.

L’importo delle maggiorazioni sociali non concorre alla formazione della base imponibile per il pagamento delle Imposte sui redditi, e non varia in base al tasso di inflazione. La variazione più significativa di importo è arrivata nel 2001 quando con l’incremento al milione fu stabilita nella misura di 41,13 euro per gli over 70.

L’intervento infatti produsse il famoso milione, nel senso che grazie a quella maggiorazione, le pensioni, già integrate dal trattamento minimo, furono portate al milione delle vecchie lire, cioè a 516,46 euro. Tale la pensione minima Inps per soggetti privi di altri redditi utili ad influenzarne l’importo.

Dal 1° gennaio 2008, dopo intesa governo-sindacati, furono aggiunti di maggiorazione sociale, ulteriori 12,67 euro, con le pensioni minime issate a quota 580 euro circa al mese .

Ad oggi quindi, la maggiorazione sociale è pari a:

  •        25,83 euro al mese per pensionati tra i 60 ed i 64 anni;
  •          82,64 euro al mese per pensionati con età compresa tra i 65 e i 69 anni;
  •         136,44 euro per i pensionati con almeno 70 anni senza quattordicesima;
  •          124,44 euro per i pensionati titolari di quattordicesima mensilità.

WhatsApp
Telegram

ASUNIVER e MNEMOSINE, dottorato di ricerca in Spagna: cresci professionalmente e accedi alla carriera universitaria con tre anni di congedo retribuito